Serie B, la telenovela continua

8 Settembre 2018

Il presidente del Collegio di garanzia Frattini: «Non è serio prendere decisioni frettolose»

ROMA. Doveva essere il giorno del giudizio sulla serie B, ma dopo tre ore e mezzo di udienza e una decisione «così delicata» da dover prendere, il Collegio di Garanzia ha deciso di rinviare la sentenza sul blocco dei ripescaggi a 19 squadre per «lunedì sera, al massimo martedì mattina». Il presidente del Collegio, Franco Frattini, non usa mezzi termini, vuole «riflettere su tutti gli argomenti che le parti ci hanno presentato in tre ore e mezzo di discussione. Non sarebbe stato serio decidere in un'ora e mezzo», rivela al termine di una giornata campale che non produce gli effetti sperati. In breve si innesca la reazione a catena. Con la serie C che aveva atteso proprio questa sentenza spostando i sorteggi inizialmente previsti questa sera a Roma. Il numero uno della Lega Pro, Gabriele Gravina, si scusa per qualcosa che non dipende da lui: «Non entro nel merito», rivela, «dico solo a tutti: fateci giocare a calcio, dateci le squadre». Poco prima, lo stesso Frattini aveva detto: «Noi abbiamo valutato che domenica (domani, ndc) la B non gioca. Molto peggio sarebbe stato, e il Collegio mai lo avrebbe fatto, decidere frettolosamente su una questione così delicata». In effetti la mole di lavoro e la decisione che ne maturerà era tantissima. Un tutti contro tutti, da un lato i club che ambiscono al ripescaggio (Ternana, Pro Vercelli, Siena, Novara e Catania, con l'aggiunta dell'Entella che però spera in una rivisitazione del caso-Cesena per le plusvalenze), uniti prima nel contestare i metodi «monocratici» del commissario straordinario Roberto Fabbricini sul blocco dei ripescaggi e la B a 19 squadre, ma poi divisi tra chi (Ternana, Pro Vercelli e Siena) ambisce a quei tre posti in base ai vecchi criteri e chi (Novara e Catania in primis), invece, pretende di far valere le ultime sentenze che superano la norma 'anti-illeciti’. «Il ripescaggio è un nostro diritto e se non è un diritto è comunque un nostro interesse da perseguire», il leitmotiv degli avvocati. «C'è una violazione della separazione dei poteri mai vista». Per presunto «abuso d'ufficio» il Catania ha addirittura denunciato Fabbricini. In sua difesa c'era Giulio Napolitano, considerato il padre della riforma della giustizia sportiva voluta da Malagò: «Il commissario aveva non solo il potere ma anche il dovere di adottare tutti gli atti per il funzionamento della federazione», ritenendo «grave la denuncia del Catania», rilevando i rischi penali che correrebbe Fabbricini e avvertendo di assistere a un «secondo campionato» giocato «sul terreno giudiziario». In questo contesto, passano quasi in secondo piano gli altri due temi di giornata. Le componenti 'ribelli’ (Lega Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia) esultano per la sentenza sulla proroga del commissariamento e i poteri di Fabbricini. A seguito della convocazione dell'assemblea elettiva è stata dichiarata la «cessata materia del contendere», tuttavia secondo i giudici i poteri del commissario vanno «esercitati nei limiti fisiologici funzionali, in vista della assemblea elettiva, salvo gli atti necessitati e fermo restando l'espletamento dell'attività di ordinaria amministrazione». La Figc vince invece sul calcio femminile, con i campionati di Serie A e B che tornano sotto la gestione di via Allegri mentre quelli di Interregionale restano alla Lega dilettanti. Ribaltata la sentenza della Corte d'appello federale.