Serra: «Chieti, dobbiamo restare uniti»

Il presidente torna a parlare e blinda il tecnico dopo il ko con il Vastogirardi: «Chianese sta lavorando, ci rialzeremo»
CHIETI. «Non si può mettere in discussione un allenatore che sta facendo bene anche se siamo inciampati in un risultato negativo a Vastogirardi. Ai tifosi dico di stare tutti uniti. Dobbiamo restare agganciati al gruppo di testa e giocarci le nostre chance fino alla fine». Ettore Serra rompe il silenzio e fa da scudo al tecnico Mauro Chianese e alla squadra dopo il primo ko in campionato. Il patron del Chieti, dal suo ufficio di Torino, concede un’intervista al Centro dove traccia un bilancio e risponde alle critiche piovute dopo il ko in Molise.
Serra, il Chieti ha 16 punti ed è a -5 dalla vetta. Si aspettava un inizio così?
«L’inizio è indubbiamente positivo per tanti motivi considerando che abbiamo dimostrato una grande solidità difensiva. Sei partite senza subire gol è un record a livello nazionale dalla serie A alla D. Questi numeri li fanno solo squadre che vogliono ambire al raggiungimento di obiettivi importanti».
Dopo il ko a Vastogirardi, sui social i tifosi chiedono l’esonero di Chianese. La panchina è a rischio?
«Non seguo molto i social, ma nel calcio contano i risultati e questi dicono che siamo agganciati al gruppo di testa. È troppo presto per emettere sentenze. I bilanci si fanno alla fine del girone di andata».
Come si spiega le difficoltà della squadra nel gioco e nel fare gol?
«Per costruire un palazzo si comincia dalle fondamenta. Nel nostro caso siamo partiti dalla difesa. Il mister sta lavorando per poter essere competitivi in tutti i reparti e sono sicuro che ci riuscirà».
Lo scorso anno Cotta fu mandato via perché la società era insoddisfatta del gioco. Perché con Chianese non avviene lo stesso?
«Parliamo di situazioni molto diverse. Lo scorso anno, dopo Tolentino sottolineai che il gioco non mi soddisfaceva per la rosa che avevamo. Ma dissi anche che c’erano delle situazioni che non ci piacevano. Cotta aveva praticamente già bocciato la squadra ancor prima di lavorarci al contrario di Chianese a cui gli va riconosciuta la qualità di saper valorizzare egregiamente il materiale a disposizione e non considerare nessun giocatore secondario».
E allora come si spiega il pessimismo dell’ambiente?
«I tifosi hanno fame di vittoria e io altrettanto perché altrimenti non sarei qui. Di fronte ho una tifoseria intelligente che vive il calcio in maniera viscerale. Dobbiamo restare uniti: club e tifosi devono essere una cosa sola. È la base per il successo. Il nostro è un progetto triennale. L’anno scorso abbiamo fatto un ottimo lavoro, tra le tante difficoltà abbiamo sfiorato i play off. Quest’anno abbiamo alzato l’asticella perché l’obiettivo è migliorarci. Non si vince dall’oggi al domani. Il successo a lungo termine richiede una programmazione accurata e in questi mesi abbiamo costruito delle basi solide per poterci arrivare».
Dell’operato del dg Sartiano cosa pensa?
«Il lavoro che ha svolto oggi è in linea con i programmi e gli obiettivi che ci siamo dati. Grazie al suo impegno quotidiano è stato possibile mantenere il cronoprogramma delle attività concordate».
Che ruolo sta avendo Pollio nelle dinamiche societarie e cosa pensa delle sue dichiarazioni ad inizio stagione sul non gradimento nei confronti di Chianese?
«Il dottor Pollio ha un ruolo molto chiaro. È stato nominato presidente onorario e quindi ha dei compiti ben specifici. Ognuno deve ricoprire la propria mansione nel pieno rispetto degli altri. Lo ringrazio per quello che ha fatto finora, il suo è stato un contributo importante e superiore alle mie aspettative ma non condivido le sue dichiarazioni su Chianese. Criticare un allenatore alla prima giornata non è adeguato. Resta inteso che con il dottore restano ottimi rapporti e stima massima».
Domani arriva il Fossombrone: cosa si aspetta?
«Per me c’è sempre e solo un risultato, la vittoria, però bisogna rispettare gli avversari a prescindere dalla posizione in classifica che occupano». Per evitare altre figuracce come quella di Vastogirardi.
Giammarco Giardini
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