Serraiocco: Giulianova, pensiamo a salvarci

Il presidente: «Ma quale cordata? Basta strumentalizzare il nome di Giorgini Circolano tante cattiverie. Io resto e sono disposto ad aprire a nuovi soci»
GIULIANOVA. Passato, presente e futuro. Vincenzo Serraiocco parla a ruota libera. Il presidente del Giulianova è un fiume in piena e fa chiarezza sulle ultime questioni tecniche e societarie.
«Adesso parla io», tuona Serraiocco, «perché in questi giorni sto sentendo e leggendo tante cose non vere. Innanzitutto, abbiamo respinto le dimissioni di Gelsi e Pisano che restano sulla panchina del Giulianova. Dico abbiamo perché la decisione non è stata imposta da me, ma è stata condivisa dall'avvocato Berardo D'Antonio in una cena fatta mercoledì sera a Bellante».
Lunedì D'Antonio aveva incontrato il tecnico Pino Tortora che avrebbe portato con sé anche il ds Francesco Sortino. La trattativa è morta sul nascere per il passato di Tortora da giocatore del Teramo, non gradito alla tifoseria. «Non ho parlato di persona con Tortora ma ero a conoscenza del suo incontro con D'Antonio», ammette Serraiocco. «Con il mister non abbiamo trovato un accordo. Non è vero che io e D'Antonio siamo ai ferri corti, anzi abbiamo un rapporto di stima e fiducia reciproca».
Il presidente smentisce l'arrivo, previsto per martedì, di una nuova cordata di cui farebbero parte gli imprenditori locali Giuseppe Marozzi, Giuseppe Di Paolo e Aldo Di Battista (già main sponsor del Giulianova) che riporterebbero Giorgini e il suo staff sulla panchina dopo la partita di domani con la Sambenedettese. «Sono tutte voci messe in giro da ex dirigenti del Giulianova. Basta usare il nome di Giorgini per strumentalizzare la tifoseria. Conosco bene Giorgini, una persona seria e un grande professionista che non merita di essere usato per questi giochetti. Con me non ha parlato nessun imprenditore. Di Battista ci dà già una mano con lo sponsor, ma ha sempre detto di non essere interessato ad entrare in società. Ma se qualcuno è disposto, ben venga. Ce lo dica subito, però, così ci aiuta a pagare altre 50mila euro di nuove vertenze».
Il presidente spiega anche la decisione di portare la squadra in ritiro a Dragonara. «L'ho fatto per lasciare la squadra tranquilla perché in questo momento a Giulianova non ci sono le condizioni ottimali per allenarsi e preparare la partita con la Sambenedettese. I ragazzi alloggiano all'hotel Dragonara e si stanno allenando a Sambuceto. Il Giulianova non è morto e sto cercando di portare avanti la squadra alla salvezza. Poi, se c'è qualcuno che vuole darmi una mano, si faccia avanti con i fatti e non con le chiacchiere. Io non lascio il Giulianova, ma sono disposto ad accogliere nuovi soci. Le accuse di Feliziani? Non lo conosco, quindi non rispondo».
La gara con la Samb si giocherà regolarmente al Fadini con 375 biglietti riservati ai tifosi rossoblù. Il Giulianova ha indetto la "Giornata giallorossa" (non sono validi gli abbonamenti). Il presidente della Samb, Franco Fedeli, lancia un appello alla tifoseria. «Invito tutti i sostenitori ad incitare la squadra come hanno sempre fatto rimanendo entro i limiti delle regole vigenti per avere la certezza del loro sostegno sino al termine della stagione. Ricordiamo la diffida che purtroppo pende, come spada di Damocle, sul nostro stadio».
La partita sarà trasmessa in diretta tv su Rai 3 Marche.
Giammarco Giardini
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