Serve coraggio ma per il futuro niente scommesse

6 Dicembre 2016

di ANTONIO DE LEONARDIS Tanto per cominciare un grazie doveroso a Lapadula che, anche in rossonero, continua a dare una mano al Pescara con i suoi gol, mettendo sotto, una dopo l'altra, tutte le...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Tanto per cominciare un grazie doveroso a Lapadula che, anche in rossonero, continua a dare una mano al Pescara con i suoi gol, mettendo sotto, una dopo l'altra, tutte le rivali dei biancazzurri, ovvero Empoli, Palermo e, giusto domenica, pure il Crotone. Un sentito ringraziamento va pure a Rastelli che, con i suoi eccessivi timori ha costretto il Cagliari, in vantaggio di un gol, a giocare una gara difensiva con una scelta, visto il netto divario in campo e in panchina, che certo non si giustificava con l'inferiorità numerica per l'espulsione del recidivo Di Gennaro (cartellino rosso pure nella sfida della passata stagione). Il resto lo ha fatto il Pescara, trovando la forza per evitare la settima sconfitta consecutiva (che avrebbe forse avuto l'effetto di una pesante sentenza) nel coraggio, nella determinazione, nella voglia di non arrendersi e di lottare fino all'ultimo secondo del match, andando ben oltre i propri limiti (non solo tecnici ma anche psicologici), ricevendo proprio per questo dal campo, e quasi allo scadere, il premio che meritava grazie all'acuto di Caprari. Un pari appunto, che forse non è granché per una squadra che deve ancora conquistare la prima vittoria sul campo, ma che rappresenta comunque una risposta a quelle che erano le attese del tecnico alla vigilia. Ovvero un risultato positivo al di là della prestazione, un obiettivo da raggiungere non solo col gioco, ma anche col sacrificio e con la capacità di lottare, al massimo delle proprie (ridotte) possibilità. Visto così il pari è una mezza impresa che non cancella i tanti problemi che condizionano il rendimento della squadra, ma che certo permette di andare incontro alle prossime decisive sfide con più di un pizzico di fiducia e di credibilità e anche di guardare al futuro meno immediato, ovvero al mercato di gennaio, con qualche certezza in più riguardo agli interventi necessari per rendere questa squadra meno fragile. I problemi di questa squadra, come ha detto in maniera chiara lo stesso Oddo dopo la prova negativa nella gara di Coppa con l'Atalanta, sono soprattutto le seconde linee, le alternative che non esistono alla squadra-base costruita in estate. Zuparic in attacco e Brugman e Benali a gestire il centrocampo quando stai perdendo sono solo le mosse della disperazione, occorre riequilibrare l'organico, non solo trovando l'attaccante che non c'è, ma anche puntando su giocatori pronti, da cercare magari anche in serie B, evitando nel modo più assoluto quelle scommesse (Caraglio, Bianchi Arce, Sculli, Kroldrup e via improvvisando) che determinarono la vergognosa disfatta di quattro anni fa. Se tutto questo è chiaro e se i biancazzurri continuano a lottare come hanno fatto contro il Cagliari, non è certo un'utopia sperare in un futuro migliore.

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