SERVE UN SEGNALE DI VITALITÀ DALLA SQUADRA
Basterebbe un segnale di vitalità da parte della squadra per uscire soddisfatti dall’Olimpico questa sera. E’ l’obiettivo minimo, per carità, ma sarebbe un’iniezione di fiducia in vista di un...
Basterebbe un segnale di vitalità da parte della squadra per uscire soddisfatti dall’Olimpico questa sera. E’ l’obiettivo minimo, per carità, ma sarebbe un’iniezione di fiducia in vista di un dicembre decisivo per le sorti del Pescara. All’orizzonte ci sono gare alla portata che non possono essere fallite per poi arrivare a gennaio con la possibilità di rilanciarsi con il mercato. Trasferta proibitiva, a Roma, ma non impossibile. C’è bisogno di una squadra che lotti fino alla fine. E che non molli nel bel mezzo della partita come è accaduto allo Juventus Stadium. Servono delle risposte sul piano caratteriale, nonostante le tante assenze a cui deve far fronte nuovamente Massimo Oddo. Che alla vigilia ha già inviato un segnale, lasciando a casa Rey Manaj per motivi disciplinari. Una scossa al gruppo. I limiti strutturali sono arcinoti, oggi sono acuiti dagli infortuni, ma non possono diventare un alibi per una squadra che ben sapeva di dover disputare un campionato di sofferenza con il fine ultimo del raggiungimento della salvezza. Tutti sotto esame, è inevitabile. Il pensiero di ripetere una stagione disastrosa come l’ultima in serie A, quella datata 2012-2013, fa venire i brividi. E allora i giocatori dimostrino di possedere gli attributi. E poi toccherà alla società porre rimedio agli errori commessi in sede di progettazione. I direttori sportivi biancazzurri vengono segnalati in Argentina e in Brasile a caccia di rinforzi. E questo non è un bel viatico, perché l’esperienza dell’ultima serie A insegna che a gennaio c’è bisogno di giocatori pronti. Non di gente che deve adattarsi all’Italia e a un nuovo campionato. Non è tempo di esperimenti e di scommesse per mantenere la A.
@roccocoletti1
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