Serve una rivoluzione per evitare la deriva

20 Dicembre 2016

C’è bisogno di un mercato importante per invertire la rotta

PESCARA. Rifondare o sprofondare? I numeri del Pescara dei record (negativi) fanno arrossire. Cinque punti sul campo, ultimo posto in classifica, una squadra spenta, un tecnico sulla graticola e contestato, insieme alla società. I biancazzurri hanno perso la bussola. Un periodo buio, una crisi certificata anche dall'ultimo capitombolo. La rabbia dei tifosi è tanta e la pazienza è finita. La piazza è contro il Pescara, ma i diretti interessati vanno diritti per la loro strada. Le parole di Sebastiani e Oddo dopo la partita col Bologna, hanno fatto capire che l'idillio tra la tifoseria e il Delfino è finito. «Dobbiamo trovare un aiuto da soli perché ora siamo soli; la gente ha scelto di non aiutarci più e possiamo solo stringerci noi. Senza nessuna polemica, rispetto le loro scelte e penso sia giusto contestare, ma non prima dell'inizio della gara perché non lo capisco».

Massimo Oddo è stato chiaro in sala stampa e, forse, certe dichiarazioni dei protagonisti, dopo un girone d'andata a dir poco disastroso in termini di risultati, potevano essere evitate, perché la pazienza della tifoseria è andata oltre ogni limite di sopportazione. L'allenatore, però, è da capire, perché sa bene che con la rosa a disposizione sarà difficile offrire prestazioni diverse e, poi, va anche detto che fino al passato campionato Massimo Oddo aveva accanto Giorgio Repetto, il direttore sportivo che l'aveva sempre supportato e aiutato nei momenti bui. Quella figura, del direttore sportivo "operativo", per intenderci, in società non c'è più. Repetto, uomo dal carattere spigoloso, ha sempre cercato di tutelare allenatore e spogliatoio, mettendoci la faccia in più di una occasione. Quest'anno, invece, tranne che in alcune occasioni col presidente Sebastiani, nessuno del management ha affrontato pubblicamente le problematiche. Oddo e Repetto avevano, e hanno, un bel rapporto e una figura del genere, in questo momento di estrema difficoltà, sarebbe servita, anche per alcune strategie comunicative di allenatore e giocatori. Invece non c'è. La piazza è in subbuglio, la squadra è allo sbando e alle porte c'è la sfida di Palermo. Il Pescara è ultimo in classifica e giovedì se la vedranno con i rosanero esaltati dalla vittoria esterna col Genoa. Il Delfino è in ritiro da ieri, al Mancini Park Hotel, a Roma. Un ritiro punitivo, che servirà per provare a dare una scossa ad un gruppo in confusione, pieno di tensione e paura. Serve un segnale e la società deve darlo. La zona salvezza è (ancora) alla portata, ma, se le cose dovessero continuare così, a gennaio servirà una rivoluzione. Da parte del club sarà dura a livello economico stravolgere metà rosa, ma se la classifica, i risultati e le prestazioni sono queste bisogna fare un restyling della squadra. Non più 3-4 elementi (attaccanti e difensori, in primis), ma molti di più, forse il doppio. Bisogna dare uno scossone anche con il mercato. Altrimenti, se non ci sarà forza e voglia di rifondare, si andrà alla deriva. Bovo, Stendardo e Denis sono i primi nomi della lista. «Stiamo cercando di trovare soluzioni agli errori fatti in estate», ha detto Sebastiani ai microfoni di Tmw. «I tifosi devono capire che questi comportamenti non fanno altro che creare problemi. Se ogni domenica andiamo sui giornali per sassi e tafferugli, anche il giocatore che ha voglia di venire a Pescara, ci pensa più volte prima di farlo».

Il Delfino, dunque, si muove per gennaio, ma dovrà farlo in maniera robusta. Tuttavia, non si guarda solo al mercato italiano. I biancazzurri, infatti, hanno messo le mani su Nicolas Rodriguez, classe 1998, difensore del Wanderers Montevideo. L'operazione è praticamente conclusa e Rodriguez arriverà in Italia tra venti giorni, con lui potrebbe sbarcare anche Ignacio Neira, 18 anni, trequartista anche lui del Wanderers. Su Rodriguez c'è l'accordo, mentre su Neira si sta lavorando con il procuratore uruguaiano. Non è detto che il viaggio di Sebastiani in Uruguay, a gennaio, dove è atteso dal socio e consigliere Victor Mesa, possa sbloccare l'operazione.

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