«Servono 11 mastini per invertire la rotta»

4 Dicembre 2016

L’allenatore: non mi interessa la prestazione, voglio i punti

PESCARA. Feriti e arrabbiati. «Voglio undici cani in campo. Sarà fondamentale non perdere». Massimo Oddo stavolta bada al sodo, perché, oggi pomeriggio (ore 15), nella sfida salvezza contro il Cagliari, il Pescara non può fallire. Perdere per l'ennesima volta contro una squadra forte, certo, ma abbordabile, sarebbe pesantissimo per l'umore e la classifica. «E' una partita difficilissima, forse la più difficile che potesse capitarci in questo momento», afferma il tecnico dei biancazzurri, dopo la figuraccia in Coppa Italia contro l'Atalanta. «La nostra forza dovrà essere quella di avere chiari in mente quali sono i nostri limiti. Sarà fondamentale non perdere. Abbiamo bisogno di punti. A me, contro il Cagliari, della prestazione non importerà nulla».

Fare punti. E' questa la richiesta di Oddo, che si gioca tanto nello scontro salvezza, anche se non ama definirlo così. «Non è la partita della salvezza. Certo, dovremmo fare punti, ma nel calcio può succedere di tutto. Sappiamo che comunque si tratta di una gara importante». E scaccia via calcoli e tabelle di marcia: «Noi non siamo retrocessi. Siamo quattro squadre che si giocano la serie A. Facciamo finta di essere in un campionato a quattro, e che siamo secondi a tre punti dalla prima. Così cambia qualcosa nella testa». Perché un risultato positivo darebbe slancio e sicurezza allo spogliatoio. «Il morale fa tanto e noi dobbiamo fare qualunque cosa per invertire la rotta». L'allenatore sa bene che quello di oggi è un crocevia importante per la stagione. Il presidente Sebastiani lo ha blindato, ma ora servono punti. «Se la società mi rinnova la fiducia, vuol dire che si vuole fare qualcosa di importante tutti insieme. Io non sono il valore aggiunto del Pescara. Sono solo un pezzo dell'ingranaggio. Fino a questo momento non ho assolutamente dimostrato nulla». Dopo il ko di Bergamo ha usato parole pesanti, molto pesanti, nei confronti dei giocatori e si attende una risposta contro il Cagliari. «L'anno scorso siamo andati in A grazie alla prestazione del gruppo e non ho mai esaltato o denigrato il singolo. A me piacciono i giocatori che non hanno paura. Le mie parole dopo la sconfitta con l'Atalanta erano riferite al gruppo, poi ognuno di loro ha capito quello che doveva capire». Non fa nomi, ma è chiaro che l'atteggiamento di diversi elementi non gli è andato giù. «Non mi riferivo al risultato o alla prestazione, secondo me non abbiamo dato tutto». Forse, il calo di tensione c'è stato in proiezione della sfida di oggi. «I problemi, forse, erano mentali oppure perché si pensava già alla partita con il Cagliari. Ma questo deve succedere a quelli che giocano sempre; quelli chiamati poco in causa avrebbero dovuto dare tutto».

Oddo è pronto a mettere in campo la migliore formazione possibile, ma ci sono diversi dubbi. «Il Cagliari? Potrebbe ragionare pensando a un Pescara che gioca bene, ma realizza poco, e che concede tanto. Non ho ancora deciso se schiererò una difesa a 4 o a 3. Fornasier è rientrato in gruppo, sta bene. Gyomber ha fatto novanta minuti a Bergamo e dovrebbe farcela».

Dalle parole del tecnico, non si esclude l'utilizzo del 3-5-2, con Fornasier, Gyomber o Zuparic e Biraghi in difesa. Ma c’è anche la concreta possibilità di tornare al 4-3-2-1, un sistema di gioco che in passato ha permesso al Delfino di togliersi tante soddisfazioni. In tal caso, i centrali sarebbero Fornasier e uno tra Gyomber e Zuparic, con Zampano e Crescenzi sulle fasce. In mediana spazio a Brugman in cabina di regia e il duo Memushaj-Verre ai fianchi. In avanti spazio a Benali e Caprari a supporto di Pepe, con l’ex juventino in grande spolvero nell'ultima gara in campionato con la Roma.

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