Servono investimenti, la zona salvezza è a 3 punti

12 Dicembre 2016

La lezione di 4 anni fa non è servita, ancora tanti errori del club

PESCARA. Sembra un paradosso, ma è la realtà. Dopo 16 gare senza vittorie sul campo il Pescara resta attaccato al treno salvezza. Ieri pomeriggio ci ha pensato il Chievo a scongiurare la caduta dei biancazzurri all’ultimo posto. I veneti hanno battuto il Palermo lasciandolo solo in fondo alla classifica, mentre l’Empoli ha ottenuto un punto in trasferta a Bologna aumentando il distacco sul Delfino a tre punti. Tre punti, conviene ripeterlo a chiare lettere, separano la squadra di Oddo dalla quart’ultima posizione, che significa salvezza.

Un campionato inedito, dove le quattro squadre che occupano i bassifondi avanzano come tartarughe. Ecco perché sarebbe inammissibile tirare già i remi in barca. Di certo, restano i problemi strutturali di una squadra, che finora ha fallito clamorosamente il salto di categoria. Per molti tifosi la gara di Crotone ha sancito la retrocessione in B. Inoltre, la società e il tecnico hanno messo in discussione l’eventuale utilità del mercato di riparazione. La prova incolore dello Scida ha insinuato il sospetto che la rosa non abbia nessuna chance di conquistare la salvezza, soprattutto per il valore tutt’altro che eccelso dell’avversario. Pur avendo comandato spesso il gioco, come testimonia il dato relativo al possesso palla (67% in favore dell’undici di Oddo), la squadra è apparsa inconcludente. Le statistiche dicono che i calabresi hanno effettuato 6 tiri, mentre i tentativi dei biancazzurri sono stati 4. La differenza l’hanno fatta i troppi errori del Delfino (40 palloni persi contro 26) e la maggiore determinazione di Falcinelli e compagni, oltre a qualche episodio negativo.

Ma a gennaio ci sarà l’occasione per correggere il tiro e rimediare agli errori del mercato estivo. Servono investimenti per potenziare l’organico, proprio perché le concorrenti difficilmente riusciranno a creare il vuoto dietro al Delfino. Nel prossimo turno l’Empoli ospiterà il Cagliari, il Palermo farà visita al Genoa e il Crotone andrà a Udine. Sulla carta c’è la possibilità di rientrare prepotentemente in corsa, a patto che l’atteggiamento sia opposto rispetto a quello esibito in terra calabrese. Che fine ha fatto la squadra che, seppur con limiti evidenti, era riuscita a tenere testa a molti avversari? Fino a poche settimane fa era opinione predominante che l’organico avrebbe potuto lottare per salvarsi con l’aggiunta di un paio di elementi da acquistare nel mercato invernale. In particolare, un difensore affidabile e un bomber in grado di finalizzare il gioco di Oddo. Ora sembra tutto da buttare. Forse è così, ma il ritmo lento delle concorrenti lascia ancora spazio ad una flebile speranza.

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