Settebello ai quarti domani la Croazia Detti bronzo nei 400

Doppietta del pescarese Di Fulvio nel successo degli azzurri Pellegrini e Magnini steccano nelle rispettive staffette
BUDAPEST. L’Italia affronterà la Croazia argento olimpico e mondiale domani sera alle alle ore 22. Sarà il quarto di finale più interessante, intrigante e affascinante della 17esima edizione dei campionati mondiali. Per arrivarci gli azzurri hanno facilmente battuto il Kazakistan, che aveva sorprendentemente eliminato il Canada di Pino Porzio nel girone eliminatorio. E’ finita 12-7 con il Settebello, sempre avanti (3-0, 4-1, 6-2, 9-3) e in gol con Renzuto Iodice e Mirarchi, autori di una tripletta, il pescarese Di Fulvio e Bodegas, di una doppietta, capitan Figlioli e Fondelli. Tra i pali è partito Tempesti, per la prima volta dall’inizio; poi è subentrato Volarevic nel quarto tempo. «È stata una partita giocata sotto ritmo», il commento del ct Sandro Campagna. «Ci può stare dopo le due partite di grandissima intensità, con relativo dispendio di energie fisiche e psicologiche, contro Ungheria e Australia. La Croazia riposava, quindi inconsciamente i ragazzi hanno cercato di spendere il meno possibile. Però abbiamo giocato in totale controllo della partita». Da segnalare che finora il pescarese Francesco Di Fulvio è il capocannoniere azzurro con 11 reti.
Intanto, l'Italia è salita subito sul podio nella giornata che ha inaugurato la rassegna iridata in vasca e lo ha fatto con Gabriele Detti, terzo nei 400 stile libero, proprio come era avvenuto ai Giochi in Brasile lo scorso anno. Ha conquistato la medaglia con una gara tutta in rimonta, perché ottavo ai 200 metri, partito in corsia 1, è risalito fino a lottare spalla a spalla con l'olimpionico Mack Horton: l'australiano ha toccato di un soffio davanti e si è preso l'argento (ma voleva l'oro) dietro a un mostruoso Sun Yang, tornato a graffiare l'acqua mondiale per il suo terzo titolo sulla distanza. Il gigante asiatico, una carriera fatta di medaglie collezionate tra Olimpiadi e mondiali, ma anche macchiata dal doping con squalifica breve nel 2014, ha fatto gara a sé, imprendibile fin dalle prime bracciate ed è andato a chiudere in 3'3”41, davanti al campione di Rio, l'australiano Horton (3'43”83) e al livornese che, primatista italiano della distanza, a Budapest ha nuotato in 3'43”93. È la prima medaglia iridata per Detti, dopo il bronzo olimpico e l'infezione alle vie urinarie che non gli consentì di partecipare alla rassegna di due anni fa a Kazan. «Sono contento. Ho sfatato un tabù», ha detto il 22enne toscano. «Non era importante né il tempo né il colore, era importante solo conquistare la medaglia». Nelle altre gare, mancata la finale da parte delle staffettiste della 4X100 sl nonostante il traino di Federica Pellegrini (che torna in acqua domani per la batteria dei suoi 200 stile), fa flop anche quella dei maschi: gli azzurri entrati con il quarto crono, chiudono sesti e vengono squalificati per un cambio irregolare tra Dotto e Vendrame, che ha anticipato di quattro centesimi il tuffo. Oro gli Usa, che bissano anche tra le donne in una 4X100 in cui la svedese Sarah Sjostrom fa i numeri, stabilendo il primato mondiale dei 100 e facendo fermare il crono a 51”71, (prima donna a riuscirci). Ma non basta a far volare la Svezia che chiude quinta.

