Sfuma l’obiettivo Ajeti il Pescara va su Stendardo

Il presidente Sebastiani aspettava una risposta ieri: salta l’arrivo dell’albanese Per il difensore atalantino da superare lo scoglio dell’ingaggio ritenuto alto
PESCARA. Nulla da fare per Arlind Ajeti. Ieri sera il Pescara attendeva una risposta definitiva, ma il difensore albanese non si è fatto sentire. Un comportamento che ha indispettito i dirigenti biancazzurri che si aspettavano un epilogo diverso. Eppure, sembrava che i termini dell’accordo fossero già stati trovati con la proposta fatta recapitare al calciatore: un quadriennale da oltre 300mila euro più bonus, fino a salire a quasi 500mila euro nell'ultimo anno di contratto. Il presidente Daniele Sebastiani aveva anche definiti le clausole per rendere più semplice la trattativa. Ad esempio, nella malaugurata ipotesi di una retrocessione in serie B del Delfino, al 22enne svincolato dal Frosinone, sarebbe concessa la possibilità di liberarsi dal vincolo contrattuale, a fronte di un indennizzo da versare nelle casse biancazzurre in caso di passaggio ad un altro club. Nelle ultime ore, dal suo agente italiano, erano arrivate parole abbastanza rassicuranti sul buon esito della trattativa, ma prima del placet definitivo bisognava attendere il via libera del padre di Arlind, che cura gli interessi del figlio. Sebastiani, durante la presentazione della campagna abbonamenti, aveva fissato l’ultimatum: «Ajeti deve darci una risposta entro domenica (ieri, ndr)», queste le parole del presidente, «non aspetteremo un giorno di più». Sarà così?
Un’ipotesi realistica è che il centrale difensivo stia vagliando altre proposte dopo le buone prestazioni sfoggiate all’europeo. Tale atteggiamento ha messo in imbarazzo il club adriatico che però potrebbe dare un’altra chance al giocatore. Non è escluso, infatti, che entro la giornata di oggi il calciatore possa sedersi di nuovo al tavolo. Nel frattempo, il Pescara si è mosso per un altro difensore, il 35enne Guglielmo Stendardo, che ha un altro anno di contratto con l’Atalanta. Si tratta di un elemento esperto che gode della stima di Massimo Oddo, ma per la conclusione positiva dell’affare bisognerà continuare a lavorare sull’ingaggio che resta troppo elevato per le casse biancazzurre. In attacco è sfumato Alberto Gilardino, che a breve firmerà per l’Empoli. Nel frattempo, si tinge di giallo l’affare Fabio Ceravolo. L’ex capitano della Ternana aveva trovato un accordo con il Delfino (contratto di due anni con opzione per il terzo), ma l’accordo non è stato ancora ratificato. Così, il Crotone ha approfittato dell’impasse formulando una proposta all’attaccante calabrese che nell’ultima stagione ha realizzato 12 reti in 35 partite. C’è la possibilità che il club della famiglia Vrenna riesca a strappare la punta al Delfino, che in verità aveva bloccato Ceravolo quando non era stata ancora conquistata la promozione in serie A. Una trattativa low cost per un attaccante di buon livello che si è liberato a parametro zero dopo l’arrivo (con gli stessi termini) dell’ex Juve Stabia Francesco Nicastro. Sempre per l’attacco, entro giovedì ci sarà un nuovo tentativo per Matias Suarez, attaccante dell’Anderlecht, che non si è presentato al ritiro rimanendo in Argentina. A breve verrà messo nero su bianco sui contratti di Alessio Di Massimo, rientrato al Sant’Omero dalla Juventus, e Federico Macheda, di proprietà del Cardiff City.
Infine, la Roma ha trovato l’accordo per il passaggio di Alessandro Crescenzi al Frosinone. Manca l’ok del calciatore che Sebastiani vorrebbe riportare alla corte di Oddo, a patto che Crescenzi firmi un contratto pluriennale a cifre inferiori rispetto a quelle percepite dalla Roma (circa 300mila euro).
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