Sherrod applaude Akele: è da serie A

12 Marzo 2019

Il pivot americano: «Giocando così Roseto può ambire ai play off»

ROSETO. Il miglior giocatore del Roseto di domenica scorsa contro Imola è stato il pivot americano Brandon Sherrod. Parla chiaro il suo tabellino. 26 punti in 32 minuti, tirando col 61% da 2 punti, prendendo 11 rimbalzi di cui ben 5 in attacco, con un tondo 31 di valutazione. Una prestazione maiuscola, arrivata proprio nella partita in cui gli Sharks vincendo per 99-78, si sono praticamente tirati fuori dalla lotta per la salvezza con ben sei turni di campionato ancora da giocare, a partire dalla trasferta di sabato a Ravenna (ore 20,30). Il prodotto di Yale sorride per queste prestazioni, e parla da leader: «Sono contento per come abbiamo giocato io ed i miei compagni: coach D’Arcangeli prima della palla a due ci aveva detto che questa era una gara da affrontare come fossimo nei play off, e ci siamo riusciti. Imola era a pari punti con noi, ma ci abbiamo messo talmente tanta energia riuscendo anche a giocare in modo corale, che la vittoria è arrivata, e pure bella larga». La coppia Sherrod-Akele funziona sotto canestro: in due il fatturato scrive 46 punti e 17 rimbalzi. Dice Sherrod: «Io e lui siamo come le Twin Towers (il modo che hanno gli statunitensi per definire una coppia di lunghi molto forte, ndc). Per me lui merita di andare l’anno prossimo a giocare in serie A, perché ha caratteristiche tecniche importanti e poi è davvero abile a creare spazi importanti per i compagni: per me con lui in campo è più facile andare a giocare in post basso più vicino a canestro, penso di esser molto fortunato a giocarci insieme». Conquistata la salvezza, il pivot Usa punta dritto ai play off: «Giocando con questa mentalità possiamo vincere quelle partite che ci servono: siamo un gruppo giovane, ma dall’inizio avevo capito che avevamo qualità importanti, serviva solo un po’ di tempo per trovare il nostro ritmo. Penso che possiamo ancora crescere nelle prestazioni e prenderci i play off: sarebbe grandioso per il club e per me, che alla mia terza stagione in Italia li farei per la terza volta», ha concluso l’americano, abile oramai anche a parlare in italiano. (m.r.)
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