Shevchenko in Abruzzo, scatta la caccia al selfie

5 Maggio 2022

L’ex bomber del Milan a Pescara e poi a Chieti per una visita oculistica: «Non sono qui per il calcio» 

PESCARA. “Non è brasiliano però che gol che fa. Il fenomeno lascialo là, qui c’è Sheva”. Chi ama il calcio non può non conoscere il coro che dopo ogni gol i tifosi del Milan gli dedicavano. A 45 anni, e dopo aver lasciato il calcio giocato dal 2012, Andriy Shevchenko infiamma ancora i tifosi. E non solo quelli milanisti, come si è visto ieri prima che l’ex Pallone d’Oro lasciasse Pescara. Proprio così, visto che Sheva si è concesso un tuffo in Abruzzo, ma lasciando stare il calcio.
Sheva è arrivato a Pescara mercoledì pomeriggio ed è ripartito appunto ieri, alle 15.50, dall’aeroporto d’Abruzzo. Ma come mai il bomber più amato dal popolo rossonero è sbarcato in riva all’Adriatico? Niente rumors di calciomercato per l’ex tecnico del Genoa e della nazionale ucraina. Le 24 ore abruzzesi Andriy sono dettate da motivi strettamente personali. «È stato qui per una visita oculistica di controllo». A parlare è il professore Leonardo Mastropasqua, direttore della Clinica Oftalmologica dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. «Un controllo di routine, nulla più», ha aggiunto il luminare di Oftalmologia che lo ha visitato ieri a Chieti, spazzando via ogni gossip attorno al blitz dell’ex attaccante del Milan in Abruzzo. Il calcio, dunque, non è stato il motivo del suo viaggio, nonostante i rumors rilanciati, in maniera avventata, da diversi siti web di mezza Italia, ipotizzando addirittura l’interesse dell’ex bomber del Milan per il Pescara. «Non sono qui per il calcio», ha detto Shevchenko prima di imbarcarsi sul volo AZ01244 di Ita Airways delle 15.50. L’ex ct dell’Ucraina, che quest’anno ha allenato il Genoa fino a gennaio, non è passato inosservato nelle ore trascorse tra Chieti e Pescara.
Dopo l’arrivo di mercoledì, ieri mattina è stato visitato a Chieti dal professor Mastropasqua, con il quale vanta una conoscenza di vecchia data, ha pranzato in un noto ristorante vicino all’università e poi intorno alle 15,10 è arrivato all’aeroporto. «Ragazzi, grazie a tutti, ma devo andare. Rischio di perdere il volo», le poche parole dell’ex Pallone d’Oro appena ha messo piede nello scalo pescarese. Sempre pacato, educato e corretto in campo, come nella vita, Andriy Shevchenko si è concesso ai diversi tifosi che erano presenti all’esterno della struttura. Non ha detto no a nessuno, cercando di far capire, però (a fatica), che c’era un volo per Milano Linate ad aspettarlo in pista. Molto disponibile con i diversi tifosi, che lo hanno accolto all’aeroporto, ma molto abbottonato con i cronisti presenti, anche per evitare di parlare della guerra in Ucraina. Non è il primo campione che sbarca in Abruzzo per affidarsi alla clinica del professor Mastropasqua. Era già accaduto con Paolo Maldini, nel giugno 2017, quando l’ex capitano del Milan, ora dirigente dei rossoneri, fu avvistato a Chieti per lo stesso motivo di Sheva.
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