Show di Galano e Ceter Pescara trasformato

5 Dicembre 2020

L’effetto Breda produce la prima vittoria stagionale in trasferta: ad Ascoli squadra schierata con il 3-5-2, pratica e con personalità 

Undici mesi dopo, il Pescara riscopre il dolce sapore di un successo in trasferta. Netto e meritato. Effetto Breda sui biancazzurri che si regalano una notte da protagonisti allo stadio Del Duca di Ascoli. La scossa del cambio di allenatore produce l’effetto di rivitalizzare il Pescara che vince l’anticipo della decima giornata della serie B, lasciando l’ultimo posto in classifica. Gli stenti e la fragilità della gestione Oddo sembrano appartenere a un’altra era. Tutt’altra squadra quella che bagna l’esordio di Roberto Breda: il suo 3-5-2 permette al Delfino di essere compatto e reattivo. Sono tre le novità al fischio d’inizio: Ceter, Nzita e Memushaj. Galano affianca Ceter in avanti e Maistro va a infoltire il centrocampo. I due esterni, Bellanova eNzita, sono abbastanza alti e la partenza è pregna di personalità. Subito due conclusioni nello specchio della porta, di Ceter e Maistro. Poi dopo un quarto d’ora l’ingenuità dell’ex Pucino che tocca Nzita in area: è rigore che Galano trasforma in gol, il primo in campionato. Più sostanza e meno fronzoli: ecco come appare il Pescara che è sicuramente più compatto. Insiste, non si accontenta e trova il raddoppio a fine primo tempo sull’asse Galano-Ceter: il primo confezione un bell’assist, il colombiano è letale davanti a Leali. La difesa regge l’urto, il centrocampo appare più solido e il gioco si sviluppa più in verticale che in orizzontale. Dopo l’intervallo l’Ascoli attacca, ma il Pescara non trema. Anzi il rimpianto è quello di non arrotondare il risultato. Almeno in un paio di ripartenze Leali è prodigioso: due volte su Capone e poi su Busellato e Galano. E così il primo successo stagionale in trasferta spezza la crisi, si acuisce invece quella dell’Ascoli superato anche in classifica. Addirittura il Pescara non prende gol: era accaduto solo nella prima giornata contro il Chievo (0-0). Prima di ieri sera, solo il Pisa aveva incassato più gol in serie B.
Effetto Breda che si toglie lo sfizio di battere l’amico e maestro Delio Rossi, al debutto sulla panchina ascolana, che nel 1993 gli diede in mano le chiavi del centrocampo della Salernitana che dalla C1 arrivò fino alla serie A. L’allievo che supera il maestro grazie a un’interpretazione concreta e razionale della partita. Se il Pescara, fino alla scorsa settimana, crollava alla prima avversità, al Del Duca dà dimostrazione di possedere le idee chiare: pratico ed essenziale. Quella che appariva una squadra senza qualità questa volta riesce e sfruttare giocate e movimenti semplici ed efficaci. Breda porta personalità, perché il Pescara inizia senza timori reverenziali. Ha la testa libera. In campo non va mai in affanno. E trova i gol che danno fiducia a un gruppo che sembra rigenerato. Con Oddo appariva in attesa dell’episodio negativo, adesso va a cercarsi la strada della riscossa. Tutta l’esperienza che Breda mette in campo dando fiducia ai vari Bocchetti, Balzano, Valdifiori e Memushaj viene ripagata con una gestione oculata del quasi derby di Ascoli. E poi c’è un Galano rivitalizzato, a tratti devastante, che manda in tilt la difesa bianconera ogni volta che pigia il piede sull’acceleratore; per non parlare di Ceter che si mette la squadra sulle spalle e la porta fuori dalla propria metà campo nei momenti di difficoltà. È diverso lo spirito della quadra. Che cosa abbia detto o fatto Breda che Oddo non faceva non è dato sapere; di certo, è un altro Pescara. Per verificare se si tratta solo di un episodio o l’inizio della risalita in classifica bisogna attendere una settimana: sabato prossimo, infatti, all’Adriatico-Cornacchia sarà di scena il Vicenza.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA