Simbiosi con la città in espansione
Un altro tuffo nel passato, questa volta con destinazione Vasto, per rivivere le emozioni del 1990, un’altra epoca rispetto a oggi. L’obiettivo è sempre quello, far riemergere ricordi belli e...
Un altro tuffo nel passato, questa volta con destinazione Vasto, per rivivere le emozioni del 1990, un’altra epoca rispetto a oggi. L’obiettivo è sempre quello, far riemergere ricordi belli e fascinosi. Ad esempio, rammentare lo stadio Aragona strapieno e la curva d’Avalos pregna di colori e di calore. Era una Vastese che faceva godere e sognare, nonostante si trattasse “soltanto” di Interregionale, l’immagine di una città in espansione e che nel calcio rifletteva la sua crescita. Una squadra in simbiosi con il suo popolo, vuoi perché c’erano diversi vastesi in squadra vuoi perché chi veniva da fuori era stato subito adottato. La chimica era quella giusta, nata da uno spogliatoio che sprizzava forza e empatia. Altri tempi, quelli in cui andava di moda una parolina magica scomparsa dal vocabolario del calcio italiano: programmazione. Ovvero, la costruzione di una squadra nel tempo per avvicinarsi il più possibile a un traguardo prefissato. Era una Vastese in mano ai vastesi che puntavano a crescere senza mai fare il passo più lungo della gamba. La stessa scelta di un allenatore come Aldo Ammazzalorso - all’epoca a inizio carriera - si è rivelata lungimirante. Se a distanza di quasi 30 anni quella squadra viene ricordata con grande affetto vuol dire che ha lasciato qualcosa più di una promozione in serie C, perché era composta da uomini apprezzati prim’ancora che da validi calciatori. (r.c.)
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