Simeone consegna lo scudetto alla Juve

30 Aprile 2018

Fiorentina travolgente, tripletta del bomber. Sarri torna a -4

FIRENZE
Serviva un'ulteriore impresa al Napoli per restare agganciato alla Juve reduce dalla vittoria in extremis a San Siro sull'Inter e tenere vivo il sogno dello scudetto. Ma a Firenze è arrivata la prima sconfitta della stagione in trasferta, che riporta il distacco a 4 punti dai bianconeri - ma a tre partite dalla fine - e spezza una striscia positiva esterna che durava da 30 confronti. Una sconfitta per mano di Giovanni Simeone, autore di una tripletta che resterà tra i ricordi più belli di questa annata complicatissima per la Fiorentina e tiene la squadra viola ancora in corsa per l'Europa.. Va detto che a complicare il match dei partenopei, sostenuti da oltre 4mila tifosi, è stata l'espulsione dopo appena 8' di Koulibaly, proprio l'uomo-partita contro la Juve, è durata appena 8'. L'arbitro Mazzoleni, consultato il Var, ha riveduto e corretto l'iniziale decisione, togliendo il rigore ai viola e trasformando in rosso il cartellino giallo per il difensore napoletano dopo un brutto intervento su Simeone cominciato fuori area.
A quel punto Sarri, che come sempre si era affidato ai titolarissimi, ha tolto Jorginho per Tonelli e ridisegnato la squadra, allargando Callejon e Insigne. Però, il Napoli ha finito per pagare l'inferiorità numerica, l'ansia del risultato a tutti i costi, il gioco generoso e ordinato della Fiorentina (grazie anche al ritorno di Badelj), faticando a dare velocità alla propria manovra e a rendersi incisivo come da copione.
Così la Fiorentina ha saputo attendere e colpire al momento giusto: poco dopo la mezz'ora, su un lungo lancio di Biraghi, Simeone è stato bravo e lesto a sorprendere la difesa avversaria e far passare il pallone tra le gambe di Reina. Una mazzata per il popolo azzurro, una gioia per quello (a distanza) bianconero.
A inizio ripresa Sarri ha provato a giocare le carte Milik e Zielinski per Mertens e Hamsik ma senza costrutto, la sua squadra non ha mai dato l'impressione di poter in qualche modo riaprire il match e in molti giocatori saltavano i nervi come dimostrato dalle tante ammonizioni. Anzi, è stata ancora la Fiorentina a passare, ancora con Simeone, rapace in mischia e quindi nell'ultimo minuto di recupero in contropiede. Prima tripletta in Italia per il giovane figlio d'arte, vittoria numero 100 in A per Pioli e forse fine del sogno per il Napoli. Anche se, finché i numeri lo permetteranno, sarà giusto per Sarri provarci.
«Rimanere in superiorità numerica dopo 8' è stato un grande vantaggio, ma la squadra aveva le idee chiare anche 11 contro 11», dice Pioli, «Abbiamo fatto bene, abbiamo palleggiato e non abbiamo mai rinunciato ad andare avanti, perché sapevamo che anche in 10 il Napoli poteva essere pericoloso. Partite perfette non esistono, ma noi ci siamo andati vicino. Sarebbero aumentate le difficoltà senza l'espulsione, ma avremmo comunque fatto bene. Abbiamo raccolto meno nelle ultime partite, ma in questo match abbiamo sfruttato le occasioni avute. L'Europa resta molto difficile, ma questa vittoria può darci la carica per le ultime tre partite».
Riflettori sull’uomo partita, Simeone: «Napoli frastornato per la vittoria della Juve? Non solo quello. Credo che con un giocatore in meno non sia facile giocare su questo campo. La Fiorentina cerca sempre di giocare al pallone e non è facile affrontarla, tanto meno con un uomo in meno. Sono ancora giovane, devo fare ancora tantissimo e migliorare, anche se Pioli ha sempre creduto in me. Sono felice di essere alla Fiorentina, credo molto nel lavoro e in questa squadra. A chi dedico questa tripletta? Ora chiamo mio nonno e vediamo che mi dice. Papà sarà sicuramente molto contento».