Sitti erede di Lanci: «Spero sia la stagione della consacrazione»

12 Agosto 2018

Il 22enne alzatore di Tollo ancora al fianco del capitano: «Obiettivo salvezza, farò di tutto per meritarmi più spazio» 

ORTONA. L’eco della festa dei 50 anni della Sieco Impavida Ortona non si è ancora spenta in città che c’è già il futuro che incombe. Un futuro che si intreccia con il presente e che porta il nome di Alessio Sitti, il 22enne palleggiatore di Tollo, che in questa stagione potrebbe trovare maggiore spazio al fianco del capitano e della bandiera della Sieco, Andrea Lanci, classe 1980.
«E’ un anno importante per me», sostiene Sitti, «spero sia un trampolino di lancio. Con la società abbiamo concordato un percorso di crescita che passa anche attraverso un maggior utilizzo in campo. Che, naturalmente, dovrò meritarmi sul campo. La dirigenza ha detto che vede in me il palleggiatore del futuro e mi auguro di non deludere le attese».
Il presente è rappresentato da una Sieco che si appresta ad affrontare la settima stagione di fila in A2. «Mi sembra che la squadra sia buona: Ogurçak lo conosciamo, Dolfo ha sempre fatto bene in categoria, i centrali sono stati confermati e l’opposto, Marks, è giovane e di prospettiva. L’obiettivo è restare in A2 dopo la riforma, per riuscirci dobbiamo classificarci entro i primi quattro posti della regular season oppure occupare uno dei primi due posti al termine dei play off dal 5° al 12° posto. Non è facile, ma dobbiamo farcela».
E Sitti palleggiatore come nasce? «A Tollo, seguendo mio fratello che giocava nella squadra del paese. Avevo circa 10 anni; a 11 ho esordito in Prima divisione; poi due anni a Crecchio e il passaggio all’Impavida dove ho fatto la trafila dall’under 14 all’under 19. Per due anni sono stato a Macerata, alla Lube. Successivamente al Cinquefrondi, vicino Reggio Calabria, e all’Offida per tornare a Ortona nella passata stagione».
Gli anni più belli? «Quelli di Macerata, senz’altro, in cui ho conquistato due argenti e altrettanti bronzi nelle finali scudetto della Junior League. Grande organizzazione in una società di primo livello non solo in Italia».
La pallavolo si evolve e i palleggiatori hanno sempre maggiore difficoltà a servire i centrali. «Sì, si punta molto sulla battuta e la ricezione non è sempre pulita da poter scegliere di servire i centrali. Però, sono dell’avviso che vadano cercati il più possibile per sgravare di responsabilità gli attaccanti di banda».
Il suo modello? «Bruninho, il palleggiatore brasiliano passato da Modena a Civitanova Marche».
L’allenatore che ha più inciso nella sua formazione pallavolistica? «Oltre a Nunzio Lanci, dico Rosichini che ho avuto a Macerata e che ora allena Potenza Picena».
Su chi punta per la prossima stagione nella Sieco Impavida? «Non conosco bene l’opposto, Marks, di cui si parla un gran bene, ma ho grande fiducia in Dolfo che negli ultimi anni ha dimostrato di poter fare la differenza in serie A2».
Oltre la pallavolo? «C’è la scuola. Mi sono diplomato all’Itis di San Severino Marche. E sto frequentando la facoltà di ingegneria meccanica all’università Cusano, a Roma». Libri e pallavolo nella speranza che sia la stagione del decollo. (r.c.)
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