Smith fa grande Roseto pensando al salto in Nba

Basket A2, l’americano è il cannoniere degli Sharks nel primo anno in Italia: «Sono cresciuto tanto». E gli Atlanta Hawks lo studiano per la Summer League
ROSETO. La pausa per le finali di Coppa Italia è servita alla VisitRoseto.it per concedere ai giocatori qualche giorno di libertà, in modo da ricaricare le pile. Chi ne ha approfittato è stato Adam Smith, che è volato per qualche giorno a casa sua ad Atlanta negli Stati Uniti. Del resto la giovane guardia uscita da Georgia Tech University questo premio se lo meritava proprio, visto che pur esordiente, è riuscito fin dalla prima giornata ad imporsi all'attenzione di tutti a suon di canestri: per lui sono oltre 24 i punti di media finora infilati nella retina degli avversari in 32 minuti di gioco, un risultato che lo colloca al primo posto nella classifica dei cannonieri, giusto premio alla sua ottima mira, visto che tira con oltre il 53% da 2 punti ed il 40% dall'arco. «Tornare a casa è sempre bello, mi è piaciuto trascorre un po' di tempo con i miei familiari.
Del resto sono un tipo per il quale prima viene la famiglia, e poi il resto», racconta il giocatore che in America ha riabbracciato anche la sua fidanzata Amber che a maggio gli regalerà un erede: «Ad Atlanta poi, grazie ai buoni uffici del nostro presidente, ho avuto la possibilità di seguire la gara Nba tra gli Hawks ed i campioni in carica di Cleveland, facendo la conoscenza con coach Neven Spahjia (attuale vice ad Atlanta, che nella stagione 2004/2005 fu l'allenatore del Roseto più forte di sempre, ndc). Coach Spahjia si è dimostrato una bella persona ed un grande allenatore, del resto per lui parla la sua carriera. Abbiamo parlato tanto di Roseto, sia della squadra che della città, insomma per me è stato un onore fare la sua conoscenza grazie agli amici comuni».
Un gancio che magari la prossima estate potrebbe portare Smith a tentare la carta Nba partecipando alla Summer League. «Sono sicuro che questa pausa ci abbia fatto bene, dandoci la possibilità di riposare corpo e mente. A volte, staccare un po' la spina è la cosa migliore, perché ti permette di affrontare con grande energia ogni impegno», sorride il giocatore americano, che analizza il suo comportamento in campo: «Nel corso di questa stagione, sono sicuramente cresciuto adattandomi al basket europeo, migliorando come playmaker, e riuscendo soprattutto a capire sempre meglio il gioco che si fa in questa Lega».
Amante della pallacanestro, Smith, insieme a Sherrod, non si fa mai pregare quando c'è da presenziare agli allenamenti dei bambini della Scuola Minibasket: «È una cosa che mi piace tantissimo, i bambini sono il nostro futuro e vanno sempre a caccia di sogni. Per questo mi rendo disponibile ogni volta che posso, sperando di aver per loro un impatto positivo, che magari li aiuti a raggiungere quel sogno», conclude Smith, che dimostra ancora una volta di essere una gran persona, oltre che un bravo giocatore.
Marco Rapone
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