SN Notaresco gioca, crea palle gol e spreca: passa il Matelica

I tifosi di casa contestano la direzione dell’arbitro Battibecco in tribuna anche con l’allenatore ospite
NOTARESCO. Il big match del Vincenzo Savini è andato al Matelica che consolida il proprio secondo posto confermando di attraversare un momento davvero positivo, sesto successo di fila. Ma il Notaresco avrebbe meritato di certo di più per mole di gioco ed occasioni costruite e mancate di un niente. Invece è arrivata la seconda sconfitta di fila, la seconda gara di fila senza segnare. Una gara condita da una direzione arbitrale, per più frangenti, discutibile e da un acceso battibecco tra il pubblico della tribuna e il tecnico ospite, Tiozzo che, causa squalifica, era nel settore ospite.
La gara è entrata subito nel vivo e, dopo cinquanta secondi, è servito un super intervento di Monti per negare la gioia della rete a Lo Sicco. La seconda parte del primo tempo è tutta del SN Notaresco che sfiora il vantaggio in più di un’occasione. Bontà, di testa, ci prova due volte (21’ e 40’) ma, in entrambi i casi, indirizza di un niente sul fondo. Al 39’ è ghiotta la palla gol per Laringe servito da Moretti e da un velo di Minella ma Avella si immola e respinge la conclusione a colpo sicuro del numero 7 rossoblù. Nel mezzo l’allontanamento di mister Cudini da parte del direttore di gara in collaborazione con il suo primo assistente. Dopo il riposo l’episodio che decide il match. L’intuizione di Angelilli è di categoria superiore, Bittaye, in uscita, prova a superare Monti, sulla respinta del palo il comodo tap in è di Dorato che mette dentro. Questa, di fatto, rimarrà l’unica palla gol costruita dal Matelica, secondo in classifica, nella ripresa. Perché, fino al 95’, sarà solo SN Notaresco che ci prova diverse volte, con Moretti (16’ e 22’) ed Avella che, nel primo caso, compie un balzo prodigioso per togliere il pallone dall’incrocio. Nell’ultimo quarto d’ora superiorità numerica della formazione del presidente Di Giovanni per l’ingenua espulsione di Angelilli che guasta la sua gara colpendo e mettendo in rete con le mani. Il forcing finale produce l’occasione più pericolosa, al 48’, in pieno recupero, quando il colpo di testa di Dalmazzi sfiora il palo con Avella battuto e finisce sul fondo.
Matteo Falzon
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