Softball, parte da Pescara la corsa verso le Olimpiadi

La Nazionale femminile si è allenata sette giorni in Abruzzo in vista di Tokyo 2021 Il tecnico Obletter: «Voglio la medaglia». La teatina Marrone sogna la chiamata
PESCARA. Una settimana di allenamenti a Pescara, con il mirino puntato sulle Olimpiadi di Tokyo 2021. È partita così la missione olimpica della Nazionale italiana femminile di softball, che si è radunata in Abruzzo dal 12 al 18 ottobre scorso, allenandosi sul diamante intitolato a Luigi Minnucci, storico presidente del Pescara softball. Un ritorno in Abruzzo speciale per Enrico Obletter, allenatore della Nazionale, che da queste parti è di casa perché è cresciuto a Chieti. «È sempre un piacere tornare in Abruzzo», dice Obletter, «io sono nato a Sidney, ma in realtà sono abruzzese a tutti gli effetti perché mio padre è nato a Chieti e io ho vissuto nella città teatina per tanti anni». L’Abruzzo è casa di Obletter e a breve potrebbe diventarlo anche per la Nazionale. L’impianto ex Gesuiti di Pescara, infatti, dovrebbe diventare centro federale della Nazionale. «È un progetto che abbiamo in cantiere», ammette Obletter, «perché quello di Pescara è un impianto artificiale unico in tutta Italia. Un campo che ritroveremo anche a Tokyo per le Olimpiadi, ecco perché l’abbiamo scelto come prima sede del nostro raduno. Il campo artificiale è completamente diverso. Per intenderci, è come giocare a tennis sulla terra rossa e sul verde di Wimbledon. È tutto un altro tipo di gioco, molto più veloce e dove serve più reattività».
La tappa di Pescara è stata la prima di avvicinamento a Tokyo. A gennaio la Nazionale volerà in Giappone, Covid permettendo, per disputare cinque match con la Nazionale giapponese. A seguire ci sarà l’Australia Pacific Cup, primo vero test in vista delle Olimpiadi perché l’Italia affronterà alcune squadre che si ritroverà di fronte a luglio a Tokyo dove l’obiettivo è quello di salire sul podio. «Puntiamo alla medaglia», ammette l’allenatore azzurro, «ci sono sei squadre che lotteranno per il podio: Stati Uniti, Giappone, Canada, Australia, Italia e Messico. La favorita è il Giappone, campione olimpico in carica. Ma gli Stati Uniti, che hanno vinto gli ultimi due Mondiali, sono più o meno sul loro stesso livello. Noi abbiamo fatto un grande percorso, torniamo alle Olimpiadi dopo Atene 2004 e stavolta possiamo toglierci grosse soddisfazioni». L’Abruzzo a Tokyo potrebbe essere rappresentato anche dalla giocatrice Fabrizia Marrone, teatina doc, che spera nella convocazione. «Fabrizia è nel roster delle 20», dice Obletter, «ed è una delle ragazze che terrò in considerazione per le Olimpiadi. Le convocazioni le farò dopo gli Europei che si terranno a giugno in Friuli. In 15 andranno a Tokyo. Fabrizia è in Nazionale da quattro anni e ha ottime possibilità, vedremo».
Marrone è cresciuta nell’Atom’s Chieti, che milita in serie B. Un movimento, quello del softball abruzzese, che non riesce a decollare. «Il livello in Abruzzo è basso», spiega Obletter, «Chieti ha un ottimo impianto, ma gioca su un campo da baseball che è molto diverso da quello di sofbtall. La società è ripartita da zero con tante giovani. Per il resto, in Abruzzo c’è poco. Il softball è uno sport importante al nord, infatti tutte le squadre di A e A2 si trovano tra Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Piemonte e Toscana. Nel centro sud mancano gli impianti. L’unico importante è quello di Pescara dove, però, manca la tribuna. Ma è un campo polivalente e funzionale, che in Italia non ha nessuno». Ed è proprio dal diamante Luigi Minnucci che è partita la spedizione azzurra verso Tokyo.
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