Solo applausi dal boemo: «Tre gol a partita bastano»

Il tecnico di Praga elogia i suoi: «Buona gara, ma bisogna continuare a lavorare» Sebastiani: «Si è visto qualcosa del gioco di Zeman. Rafia? Di altra categoria»
PESCARA. Stavolta Zdenek Zeman si gode la prestazione, i tre punti e la passerella finale. Nel post partita l’allenatore del Pescara riceve gli elogi del presidente Daniele Sebastiani, il libro del tecnico della Turris Gaetano Fontana, scritto su ispirazione del 4-3-3 zemaniano, e i saluti affettuosi di due suoi ex allievi, Riccardo “Pippo” Maniero, centravanti dei campani, e Leonardo Mancuso, attaccante del Como che segue la gara dalla tribuna. Ovviamente, al termine di un pomeriggio così, l’umore del boemo non può che essere su di giri. I biancazzurri in campo provano a esprimere i suoi concetti e spesso ci riescono, anche se per vedere un Delfino totalmente zemaniano bisognerà attendere ancora un può. Quanto? «Ci vorranno due anni», dice scherzando il 75enne di Praga. Certo è che i passi in avanti sono significativi. «Abbiamo fatto abbastanza bene contro una buona squadra», aggiunge Zeman, «ma c’è tanto da lavorare. Serve maggiore continuità di gioco. Siamo stati subito aggressivi e nel primo tempo potevamo segnare qualche gol. A volte abbiamo sbagliato i tempi delle giocate, ma è normale, non siamo il Real Madrid. L’importante è provarci e capire quali sono le soluzioni giuste. Comunque, se facciamo tre gol a partita va bene, possono bastare». Poi l’elogio a Rafia. «In fase di costruzione è molto bravo, deve essere più aggressivo in quella difensiva». A centrocampo positive le prove di Palmiero e Kraja. «Palmiero deve conquistare la fiducia dei compagni, lo cercano poco, bisognerebbe dialogare di più con lui. Kraja ha fatto un allenamento e mezzo con noi, ma ha capito subito le basi del nostro gioco. Sono molto soddisfatto della sua prestazione». Infine, Zeman si coccola Merola. «Sono felice per lui, nelle tre partite precedenti non è riuscito a trovare la via del gol, ma le occasioni se le crea sempre».
La gioia del presidente. «Si è visto qualcosa del Pescara di Zeman», dice Daniele Sebastiani. «Quando possiamo giocare il pallone su un buon terreno le nostre qualità tecniche vengono fuori. Cosa che non può succedere se si gioca su un campo di patate (il riferimento è al manto erboso di Messina, ndc)». Sebastiani elogia tutti, in particolare Rafia. «Non c’entra nulla in questa categoria, bisognerebbe chiedergli il motivo per cui gioca in C». Il franco-tunisino è musulmano e mercoledì inizierà il Ramadan, che terminerà il 21 aprile. «È la sua religione, ma anche negli anni passati lo ha fatto. Si comporterà da professionista». Infine, il presidente rivolge un pensiero a Maniero, uscito dal campo tra gli applausi dei tifosi. «Maniero è un figlio del Pescara, giusto riservargli un’accoglienza calorosa. Il Catanzaro in B? Ha disputato un torneo straordinario, mi congratulo con Vivarini e con il presidente Noto».
Giovanni Tontodonati
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