Solo con il Foggia più tifosi allo stadio

13 Maggio 2018

All’Adriatico-Cornacchia 9.794 spettatori. Cori, sfottò e spettacolo sugli spalti

PESCARA. Il più bel colpo d'occhio della stagione, dopo quello dell'esordio col Foggia (12.672 presenti), per un Pescara che dall'arrivo di Pillon ormai quasi nessuno immaginava di vedere ancora. Erano accorsi in quasi diecimila (9.794, compresi i 4.914 abbonati che ieri c'erano probabilmente quasi tutti) esattamente 300 in più che nel big match (si pensava allora, in settembre) col Frosinone, per un incasso di 75.819 euro. Significativa e rumorosa anche la presenza di tifosi ascolani (1.524) in curva Sud. Una degna cornice per quella che si sperava dovesse essere la partita decisiva per segnare la fine di un incubo, finora in verità più annunciato che reale. Invece la vera paura è iniziata proprio alla fine. E accompagnerà i fan biancazzurri fino al 90' di venerdì sera a Venezia. Almeno sul piano del tifo, le attese non sono state deluse. L'ottimismo tra i fan pescaresi era palpabile. Nei capannelli davanti a bar e cancelli, il timore più grosso sembrava quello di una partita “camomilla”. Il pari era gettonatissimo, le agenzie di scommesse avevano addirittura chiuso le giocate prima su 0-0 e 1-1, poi su tutti i risultati. Evidentemente non era calcolata la "genialata" di Coda... Il derby del tifo era dunque iniziato nel migliore dei modi, tra slogan e sfottò, qualche coro irriverente e un paio di petardi, ma senza eccessi né le temute provocazioni. Immancabili alcuni “saluti” al presidente Sebastiani, cui era dedicato un vistoso striscione (“Incassi milioni, ma a noi solo svincolati e bidoni”). Che a fine gara ha raccolto molti più convinti consensi che all'inizio.
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