Sorensen e Rigoni dietro la lavagna

Bene Odgaard dall’inizio, Valdifiori e Masciangelo in difficoltà
6 fiorillo. Altri tre gol nel sacco senza particolari responsabilità.
5,5 balzano. Non è più il Balzano che divora la fascia su e giù. Lui lo sa e si gestisce, limitando le sortite offensive e stando attento alla fase difensiva.
5,5 bellanova (dal 20’ st). Inconsistente. Non modifica gli equilibri della contesa.
4,5 sorensen. Semplicemente imbarazzante. In netto ritardo di condizione fisica va in difficoltà ogni qualvolta gli attaccanti del Chievo accelerano. Va incontro a una figuraccia che comunque era da mettere in conto visto che il danese ha giocato pochissimo negli ultimi mesi.
5,5 bocchetti. Si arrangia con l’esperienza, ma la linea a quattro richiede una reattività che lui non ha. Va in tilt nell’azione del primo gol del Chievo. Non dà mai una sensazione di sicurezza, specialmente in campo aperto.
5 masciangelo. Non ci siamo. I primi due gol del Chievo nascono nella sua zona. Specialmente sul primo gli avversari fanno quello che vogliono. Difende male e quando attacca lo fa con poca convinzione.
5,5 nzita (dal 14’ st). Una buona diagonale difensiva e poco più.
6 omeonga. Corsa, tanta corsa. Tutto gli si può rimproverare tranne l’impegno.
5 valdifiori. Spesso in affanno, specialmente quando il Chievo accelera il ritmo in mezzo al campo.
5 busellato (dal 14’ st). S’inserisce, entra in area e sui suoi piedi ci sono due nitide palle gol che non riesce a monetizzare: sulla prima il portiere respinge con un piede, sulla seconda la conclusione è fuori.
5 rigoni. Un tempo su buoni livelli. Accettabili, malgrado non siano sostenuti. Nella ripresa scompare progressivamente dal vivo del gioco. Breda gli affida le chiavi del centrocampo togliendo Valdifiori, lui lo ripaga con un erroraccio che dà il via libera a De Luca per il 3-1 che chiude la contesa. Una sorpresa? No, d’altronde come può stare bene fisicamente un giocatore che nell’ultimo anno ha giocato appena una partita?
5,5 machìn. Volenteroso, ma non incisivo. Un pò alla volta, scende di tono sul piano atletico.
5,5 ceter (dal 20’ st). Non riesce a incidere.
6,5 maistro. Il gol - il quarto stagionale - è un’opera d’arte. Riceve palla spalle alla porta, si gira, dribbla Palmiero e poi dai 25 metri lascia partire un destro a giro che s’insacca sul secondo palo. Roba da applausi. Il primo tempo è buono, anche perché trae beneficio dall’avanzamento ordinato da Breda: non più mezzala, ma trequartista sulla stessa linea di Machìn dietro al centravanti Odgaard. Nella ripresa la sua azione scende di intensità.
6 odgaard. Buona la prima dall’inizio. Ceter in panchina e Breda lo lancia tra i titolari. Colpisce il palo di sinistro, in avvio; dà la sensazione di possedere buoni numeri. Un centravanti di movimento che mette sul chi va là la difesa del Chievo. Meglio nel primo tempo che nel secondo.
5,5 balzano. Non è più il Balzano che divora la fascia su e giù. Lui lo sa e si gestisce, limitando le sortite offensive e stando attento alla fase difensiva.
5,5 bellanova (dal 20’ st). Inconsistente. Non modifica gli equilibri della contesa.
4,5 sorensen. Semplicemente imbarazzante. In netto ritardo di condizione fisica va in difficoltà ogni qualvolta gli attaccanti del Chievo accelerano. Va incontro a una figuraccia che comunque era da mettere in conto visto che il danese ha giocato pochissimo negli ultimi mesi.
5,5 bocchetti. Si arrangia con l’esperienza, ma la linea a quattro richiede una reattività che lui non ha. Va in tilt nell’azione del primo gol del Chievo. Non dà mai una sensazione di sicurezza, specialmente in campo aperto.
5 masciangelo. Non ci siamo. I primi due gol del Chievo nascono nella sua zona. Specialmente sul primo gli avversari fanno quello che vogliono. Difende male e quando attacca lo fa con poca convinzione.
5,5 nzita (dal 14’ st). Una buona diagonale difensiva e poco più.
6 omeonga. Corsa, tanta corsa. Tutto gli si può rimproverare tranne l’impegno.
5 valdifiori. Spesso in affanno, specialmente quando il Chievo accelera il ritmo in mezzo al campo.
5 busellato (dal 14’ st). S’inserisce, entra in area e sui suoi piedi ci sono due nitide palle gol che non riesce a monetizzare: sulla prima il portiere respinge con un piede, sulla seconda la conclusione è fuori.
5 rigoni. Un tempo su buoni livelli. Accettabili, malgrado non siano sostenuti. Nella ripresa scompare progressivamente dal vivo del gioco. Breda gli affida le chiavi del centrocampo togliendo Valdifiori, lui lo ripaga con un erroraccio che dà il via libera a De Luca per il 3-1 che chiude la contesa. Una sorpresa? No, d’altronde come può stare bene fisicamente un giocatore che nell’ultimo anno ha giocato appena una partita?
5,5 machìn. Volenteroso, ma non incisivo. Un pò alla volta, scende di tono sul piano atletico.
5,5 ceter (dal 20’ st). Non riesce a incidere.
6,5 maistro. Il gol - il quarto stagionale - è un’opera d’arte. Riceve palla spalle alla porta, si gira, dribbla Palmiero e poi dai 25 metri lascia partire un destro a giro che s’insacca sul secondo palo. Roba da applausi. Il primo tempo è buono, anche perché trae beneficio dall’avanzamento ordinato da Breda: non più mezzala, ma trequartista sulla stessa linea di Machìn dietro al centravanti Odgaard. Nella ripresa la sua azione scende di intensità.
6 odgaard. Buona la prima dall’inizio. Ceter in panchina e Breda lo lancia tra i titolari. Colpisce il palo di sinistro, in avvio; dà la sensazione di possedere buoni numeri. Un centravanti di movimento che mette sul chi va là la difesa del Chievo. Meglio nel primo tempo che nel secondo.

