Spadaccini regina della corsa: «Podista grazie a mio marito»

È tra le poche donne del panorama podistico abruzzese, formato soprattutto da una popolazione maschile, che rappresenta oltre l’80% dei tesserati che solitamente partecipano alle manifestazioni su...
È tra le poche donne del panorama podistico abruzzese, formato soprattutto da una popolazione maschile, che rappresenta oltre l’80% dei tesserati che solitamente partecipano alle manifestazioni su strada regionali. Barbara Spadaccini è una presenza femminile costante, anche dal punto di vista delle vittorie e dei piazzamenti da podio. Spazia su quasi tutte le distanze, da quelle medie, di 10 km, a quelle del fondo, rappresentate da mezze maratone e maratone, che lei preferisce.
La fondista teatina classe 1970 tesserata con la Runners Chieti ha iniziato tardi la carriera sportiva, quasi per caso, quando aveva oltre quaranta anni. «Non ho praticato nessuno sport a livello agonistico prima del podismo», fa sapere la Spadaccini. «Nella mia famiglia non c’erano neanche precedenti sportivi. Mi ritenevo addirittura negata. È stato mio marito, podista anche lui prima di me, a convincermi a provare. Così ho iniziato senza più smettere. A me basta stare bene e portare a termine gli impegni per ritenermi soddisfatta. Non vado alla ricerca di prestazioni particolari. Se poi vengono anche i risultati, tanto meglio. Ma non me ne faccio l’obiettivo principale. L’importante è partecipare e stare insieme alla famiglia nelle manifestazioni alle quali prendiamo parte tutti».
Nelle manifestazioni podistiche, soprattutto quelle abruzzesi, si vedono poche donne gareggiare. «Forse è una questione di mentalità da parte di noi donne, intendo quelle della mia generazione, meno propense a muoversi», spiega la Spadaccini. «Nelle giovani generazioni, invece, noto un atteggiamento diverso, maggiormente propenso verso lo sport in generale, non solo l’atletica e il podismo». La giornata di Barbara Spadaccini è quella tipo di una donna impegnata su molteplici fronti: lavoro e famiglia, tutta coinvolta nel podismo, compresi i figli. «La mia giornata è molto frenetica. Mi alzo la mattina verso le 5,30 per occuparmi della casa e poi andare al lavoro. Durante la settimana riesco a ritagliarmi tre allenamenti, che possono essere su strada o su pista, allo stadio Angelini di Chieti. Preferisco, però, correre su strada, perché mi permette di stare a contatto con la natura e affrontare un percorso più vario».
La diradata presenza femminile nelle gare podistiche può forse condizionare la condotta tattica di una donna? Ci si guarda dietro e davanti, per un piazzamento in classifica, o si adatta la gara al podista di turno che porta lo stesso ritmo, che può essere anche un uomo? «Ogni gara fa storia a sé. Solitamente, faccio affidamento al mio respiro e al mio ritmo, soprattutto nelle gare più lunghe, mezza maratona e maratona, per non andare in debito». (r.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

