Spalletti e Giuntoli sono i primi nodi da sciogliere

Le conferme dell’allenatore e del direttore sportivo (inseguito dalla Juventus) non sono scontate
NAPOLI. E adesso? Ci sono ancora giorni e settimane, a Napoli, per festeggiare lo scudetto, ma già si comincia a pensare al futuro, al ciclo nuovo evocato proprio dal presidente De Laurentiis: «Questo scudetto», ha detto, «è un nuovo punto di partenza. Adesso non ci dobbiamo più fermare: deve essere solo un inizio, per vincere ancora e puntare alla Champions. Anche per questo Osimhen e Kvaratskhelia non si muovono, non si toccano». Parole nette che non lasciano dubbi sulle intenzioni di chi il club lo prese fallito e retrocesso in C e lo ha portato a vincere il terzo scudetto, agganciando la Roma e facendo salire a 9 i tricolori conquistati dalle squadre italiane dalla capitale in giù, contando anche il titolo del Cagliari di Riva. C'è dunque una nuova strada da disegnare, ma prima la squadra vuole godersi l'onda lunga della festa, cominciata con la notte di Napoli e che proseguirà domani con il match in casa con la Fiorentina, vissuto dai tifosi come l'occasione di abbracciare come si deve, al Maradona, i nuovi campioni d'Italia. La festa è durata tutta la notte, una notte insonne, anche per i calciatori del Napoli, con i capelli tinti di azzurro, i lunghi cori negli spogliatoi e nelle stanze d'albergo, l'abbraccio di Spalletti a Di Lorenzo, la grande gioia e anche la commozione: quella di Kvaratskhelia, ad esempio, seduto sulla panca negli spogliatoi. Una felicità meritata per un campionato dominato fin dall'inizio, grazie al ds Giuntoli che ha portato Kvaratskhelia, Kim e la coppia Raspadori-Simeone. Un organico che ha funzionato grazie a Spalletti che ha vinto il suo primo scudetto, portando al top una compagine allenata al meglio negli anni recenti dai top mondiali Sarri, Ancelotti e Benitez. Tutto perfetto, ma ora? Le voci si rincorrono a partire da Spalletti, che il presidente ha confermato esercitando l'opzione per il terzo anno, ma che deve decidere se restare o meno e ha detto che lo farà guardando alle prospettive. La tensione dietro le quinte c'è e la permanenza del tecnico viene oggi data a circa il 50%: non è tutta felicità, per lui, nel rapporto con il presidente. Oltre alla decisione di Spalletti, c'è anche il ds Cristiano Giuntoli che è tentato dell'offerta che gli arriva dalla Juventus.

