Spalletti modifica l’Italia per sognare

27 Giugno 2024

Il ct sabato cambierà qualcosa in ogni reparto. Il tecnico Yakin: «La Svizzera non ha paura, penso debba essere il contrario»

ISERLOHN (GERMANIA). Un'Italia alla ricerca della serenità tra le scorie del post gara con la Croazia e il 'domani è adesso’ del prossimo sabato (ore 18) a Berlino contro la Svizzera. Il tutto per una Nazionale che ieri è tornata in campo ad allenarsi in vista degli ottavi di finale e lo ha fatto di fronte al grande entusiasmo dei suoi tifosi. Dimostrazione di affetto e attaccamento alla squadra del Belpaese che il ct, Luciano Spalletti, ha voluto ripagare aprendo l'intera seduta al pubblico, oltre 400 tifosi pazzi di gioia che hanno subito riempito le tribune dell'Hemberg Stadium. Una mossa, quella del ct, diretta probabilmente anche a stemperare i toni dopo l'infuocato dopo partita nella pancia della Leipzig Arena. «Buonasera» ha gridato Spalletti rivolto alla tribuna dove erano assiepati giornalisti e fotografi, appena entrato in campo per comandare il primo allenamento in vista della sfida che ha già il sapore della vendetta contro quella Svizzera che ha impedito all'Italia di vivere il secondo Mondiale consecutivo. Ieri partitella a campo ridotto dei giocatori meno impiegati con la Croazia, mischiati con i giovani del Borussia Dortmund mentre i 'titolarissimi’ hanno iniziato il lavoro in palestra sulle cyclette. In gol tra gli altri Scamacca e Frattesi (doppietta), con Calafiori e Barella i più acclamati dal pubblico. E si sono viste anche le prime indicazioni in vista di Berlino dove il ct dovrebbe ripartire dalla difesa a tre: senza Calafiori squalificato, Buongiorno o Mancini potrebbero essere i prescelti per sostituire la rivelazione del Bologna, con Darmian e Bastoni vicino a Dimarco per una difesa nel segno dell'Inter-Nazionale. E a proposito dell'assetto anti-Svizzera e del blocco nerazzurro sarà interessante scoprire se il Ct ricorrerà di nuovo agli incontri a gruppetti con i giocatori come quello con quattro dell'Inter da cui sono scaturite tante polemiche, ma anche con quello per reparto come accaduto nel caso dei romanisti Pellegrini e Cristante. E mentre Retegui potrebbe essere riproposto in avanti con Chiesa e Zaccagni, di fatto in pole dopo la magia con la Croazia, a centrocampo accanto a Jorginho e Barella potrebbe arrivare il momento di partire dall'inizio per Cristante. Emblematico, in ottica della ricerca della serenità, un episodio da libro cuore alla fine dell'allenamento. Mentre il ct dell'Italia dava il rompete le righe ai suoi calciatori lasciandoli tornare negli spogliatoi, un piccolo tifoso è riuscito a prendere di sorpresa la sicurezza dell'Hemberg stadium piombando sul campo e dirigendosi di cosa verso Spalletti. Il ct ha accolto il bambino prendendolo subito in braccio e salvandolo così dall'intervento di un uomo della security. E non solo, il ct ha anche esaudito il sogno-desiderio del piccolo Elias di conoscere il suo eroe Enrico Chiesa con cui ha fatto un selfie. A parlare della Svizzera e della possibilità di essere chiamato a sostituire Calafiori squalificato è il romanista Gianluca Mancini: «Abbiamo visto la Svizzera contro la Germania, è una squadra fisica, molto veloce, corre tanto. Sarà una partita di livello e cercheremo di recuperare e arrivarci al meglio».
Zaccagni provvidenziale. Nel caso in cui l’Italia lunedì sera avesse perso con la Croazia sarebbe rimasta ferma a quota 3 punti, al terzo posto nel gruppo B. E non sarebbero bastati per essere ripescata come una delle migliori quattro terze. Gol provvidenziale, quindi, di Zaccagni che a conti fatti ha regalato all’Italia il pareggio e la qualificazione. Altrimenti azzurri a casa.
Svizzera spavalda. Il ct della Svizzera Murat Yakin ha parlato della sfida all'Italia di sabato: «Abbiamo qualità a sufficienza per questa partita. Non vogliamo preoccuparci più di tanto dell'Italia. Penso sia vero il contrario perché le cose per noi stanno funzionando bene», ha detto l'allenatore di origine turca. «Non possiamo dire che siamo i favoriti, ma di certo ce la giocheremo.
Vincenzo Piegari