Spiega il regolamento sui social: arbitro di calcio sospeso dall’Aia

22 Febbraio 2023

VENEZIA. È diventato un caso quello di Alessandro Iuliano, il 23enne direttore di gara della sezione di Mestre sospeso dall'attività dall'Associazione italiana arbitri fino a giugno 2024. Il motivo?...

VENEZIA. È diventato un caso quello di Alessandro Iuliano, il 23enne direttore di gara della sezione di Mestre sospeso dall'attività dall'Associazione italiana arbitri fino a giugno 2024. Il motivo? L'aver pubblicato su TikTok, e non solo, alcuni video attraverso i quali l'Arbitrino - questo il suo soprannome nel mondo social - illustra le regole del calcio e interpreta alcuni momenti salienti del gioco. Tutto molto semplice e in apparenza scontato, in un'epoca in cui buona parte dell'informazione transita attraverso i social media, le applicazioni di messaggistica istantanea, i video brevi o brevissimi. Perché no? Verrebbe da chiedersi.
In realtà, il regolamento invocato e applicato dall'Aia - che sul punto non ha rilasciato dichiarazioni - nei confronti di Iuliano appare chiaro e sembra non ammettere repliche: gli arbitri, in ragione della peculiarità del loro ruolo, sono tenuti a osservare una sequenza lunghissima di doveri, obblighi e divieti; e proprio tra i divieti - articolo 42, quarto comma, lettere d) ed e), ad essere precisi - ci sono quelli di «fare dichiarazioni pubbliche in qualsiasi forma che attengano le gare dirette e gli incarichi espletati da ogni associato» e di «rilasciare dichiarazioni pubbliche in qualsiasi forma attinenti ogni aspetto tecnico ed associativo dell'Aia, anche a mezzo siti internet o la partecipazione a gruppi di discussione, posta elettronica, forum, blog, social network o simili».
Il giovane arbitro della sezione di Mestre rientra in queste fattispecie, e già nel 2022 era stato inibito per 5 mesi per lo stesso motivo. Ora un'ulteriore inibizione di un anno e mezzo, per un totale di 23 mesi. E Iuliano? «Molti ragazzi mi scrivono che sono diventati arbitri grazie a me».