SQUADRA IN SALUTE CHE ORA SA ANCHE LOTTARE

27 Settembre 2016

di ANTONIO DE LEONARDIS Se quella di Marassi fosse stata una partita di basket, Rincon sarebbe stato richiamato in panchina dal suo allenatore prima ancora della fine del primo quarto (10 minuti) con...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Se quella di Marassi fosse stata una partita di basket, Rincon sarebbe stato richiamato in panchina dal suo allenatore prima ancora della fine del primo quarto (10 minuti) con tre falli a carico. Quando si dice la fisicità: il Pescara sicuramente la soffre, come si era visto del resto anche nella precedente gara con il Torino, ma se l’avversario esagera ne può trarre anche un vantaggio, come testimoniano la doppia espulsione rimediata sia dai granata all’Adriatico che dai rossoblù di Juric domenica pomeriggio. E nella seconda occasione i biancoazzurri hanno avuto senz’altro il merito di tenere botta per un tempo intero all’atteggiamento particolarmente aggressivo degli avversari, provando e riuscendo a tratti a metterlo in difficoltà con le sue veloci ripartenze affidate soprattutto a Caprari e con la tattica accorta predisposta da Oddo con Zampano schierato sulla linea dei centrocampisti. Ne è venuto fuori un ottimo primo tempo, senza grossi acuti ma anche con pochi momenti di reale sofferenza, a parte l’episodio del possibile rigore negato al Genoa per il mani in mischia di Zampano sulla linea.

Un’azione simile del resto a quella che, nella sfida con l’Inter, aveva permesso a Icardi di segnale il gol-beffa della vittoria quando la partita era ormai agli sgoccioli. Un episodio, insomma, che certo non giustifica il pesante sfogo del presidente Preziosi che, a fine gara, ha dato del matto all’arbitro toscano Irrati, lasciando addirittura intendere che il Pescara stia ricevendo particolari e favorevoli spinte dal Palazzo. Un’uscita decisamente infelice e fuoriluogo che carica di inutili e pericolosi veleni un campionato appena iniziato. E poi Marassi, per la verità, riporta alla mente dei pescaresi uno dei più clamorosi torti subiti dalla squadra biancoazzurra. Mi riferisco al caso Dobrovolsky, nella sfida in A del ’92, con l’arbitro Chiesa che lasciò incredibilmente in campo il giocatore russo nonostante la doppia ammonizione. Inutile il ricorso della società biancoazzurra che chiedeva la ripetizione della gara, magra consolazione anche la dichiarazione con la quale il direttore di gara ammise l’errore qualche anno dopo. Ma tornando alla partita di domenica vale la pena sottolineare il positivo atteggiamento della formazione di Oddo dopo aver subito lo svantaggio e pure la capacità di sfruttare al meglio (contrariamente a quanto era capitato col Torino) la doppia superiorità numerica, con Aquilani prezioso nel far girar palla alla ricerca di spazi giusti per mettere in difficoltà i rossoblù fino al guizzo vincente di Manaj e al successivo assalto nei minuti finali cercando la possibile vittoria mentre Perin provava a perdere tempo. A conti fatti una squadra in salute e con la testa giusta per portare avanti con lo spirito giusto un campionato che non concede pause o cali di tensione. Sarà un piccolo passo avanti. Ma è senz’altro un passo avanti.