Stadi e palazzetti, sì ai tifosi sugli spalti

17 Aprile 2021

Dal 1° maggio mille persone negli impianti all’aperto, a partire dalla serie A, e 500 al chiuso. Ma solo nelle regioni gialle

ROMA. All'aperto si può. Lo sport esulta, dopo l'ok alla presenza di pubblico all'Olimpico per le quattro partite dell'Europeo, sono gli amatori e i tifosi a poter intravedere un ritorno alla normalità. Il cronoprogramma emerge via via dopo l'annuncio di Draghi che il 26 aprile si torna alle zone gialle, ed è una scelta a sorpresa: si torna a giocare a calcetto da fine mese, si riaprono (per pochi) gli stadi e i palazzetti dall'inizio di maggio, piscine e palestre hanno la loro data a cavallo tra maggio e l'inizio di giugno. La scelta di prediligere, per la ripartenza delle attività sociali, tutto ciò che si fa all'aperto è definita nella cabina di regia del Governo e annunciata in conferenza stampa dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dal ministro della salute, Roberto Speranza. «Aperture graduali e caute», dirà poi Locatelli. Ma anche dal Cts c'è l'ok alla percentuale di pubblico a seguire i campionati di interesse nazionale di Coni e Paralimpici. Il dipartimento Sport si metterà subito al lavoro per portare nel cdm atteso per metà della prossima settimana il provvedimento che riguarda il settore. Le linee sono chiare: dal 26 aprile si può tornare a fare qualsiasi tipo di sport all'aperto, anche quelli di contatto, dal calcetto alla partita di basket o di beach volley, purché ovviamente in zona gialla. Dal 1 maggio - e questa è la vera scelta a sorpresa - si riaprono le porte degli stadi. Come per gli spettacoli, ci sono delle percentuali massima da definire: l'ipotesi è 25% della capienza, con un massimo di 500 persone in palazzetti e 1.000 negli stadi. L'apertura vale solo per gli sport agonistici, riconosciuti di interesse nazionale da Coni e Cip. In ogni caso, i dettagli e i parametri saranno messi a punto nei prossimi giorni: distanziamento, mascherine, controlli della temperatura all'ingresso sono tra i vincoli per le società sportive e gli spettatori.
I tifosi, se la situazione epidemiologica nella loro regione lo permetterà, potranno dunque tornare dopo oltre un anno allo stadio. Certo, se ad esempio il Lazio sarà giallo e la Lombardia arancione, mille romanisti e laziali andranno all'Olimpico, mentre milanisti e interisti resteranno davanti alla tv. Ma è comunque un grande ed importante passo avanti. La svolta è importante anche per i grandi tornei in arrivo. Questo via libera sblocca infatti il pubblico agli Internazionali di tennis in programma a Roma dal 9 al 16 maggio: mille persone al Centrale e mille alla Grand Stand Arena. Mentre saranno 500 i tifosi attesi a Verona per le SuperFinals di volley. Il tutto, sia chiaro, a patto che le regioni coinvolte siano zona gialla.
Diverso il discorso per palestre e piscine, che da tempo premono per una riapertura e speravano in un anticipo. Il cronoprogramma del Governo qui invece prevede per metà maggio l'ok alle piscine all'aperto, per il 1 giugno per «alcune attività delle palestre al chiuso».
Da definire ulteriormente anche qui i protocolli sanitari, che dovrebbero ricalcare quelli già usati nella scorsa estate: ad esempio i 7 metri d'acqua a persona, il divieto di doccia nelle palestre.
Angelo Caradonna