Stadio a pezzi, Lanciano rischia la diffida

9 Agosto 2020

Il Biondi è abbandonato, il campo è impraticabile. Il Comune incalza De Vincentiis: «Intervenga per sistemare l’impianto»

LANCIANO. Se Chieti piange, Lanciano non ride. Lo stato disastroso del campo accomuna due dei club più blasonati ai nastri di partenza dell’Eccellenza 2020-2021. Dopo l’articolo sul Centro di ieri, che mostrava il degrado dell’Angelini, oggi è il turno del Biondi, tutt’altro che pronto a ospitare il campionato. Erba ormai secca o mancante su quasi tutto il terreno di gioco, sterpaglie e cespugli incolti che spuntano qua e là, manutenzione inesistente: il Comune è pronto a incalzare la società del presidente rossonero Fabio De Vincentiis, così come l’amministrazione della vicina Treglio, che ha affidato il proprio campo sportivo al Lanciano per trasformalo in centro sportivo per le giovanili. Domani al Biondi è previsto un sopralluogo dei tecnici comunali: «Valuteremo lo stato dei luoghi e il rispetto del contratto di concessione», spiega il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, «vedremo se è tutto a norma, interni compresi. Non possiamo permettere che deperisca la struttura sportiva più importante della città, che è un bene pubblico. Se verificheremo il mancato rispetto della convenzione», chiosa Pupillo, «inviteremo formalmente il presidente De Vincentiis a intervenire in maniera adeguata».
Sul piede di guerra c’è poi Treglio, dove fino a metà luglio si sono allenate le giovanili rossonere. «Venerdì c’è stato un primo sopralluogo», riferisce il sindaco Massimiliano Berghella, «e la situazione non è quella che mi aspettavo: i lavori di messa a norma sono stati fatti solo parzialmente, con interventi proseguiti a rilento, perché dovevano durare sei mesi e sono andati avanti per più di un anno. Sta venendo meno la pubblica utilità prevista nel bando, perché la nostra squadra di Terza categoria, fino a quando si è giocato, non ha potuto riprendere pieno possesso del campo per le proprie partite. Dalla prossima settimana», conclude Berghella, «valuteremo gli aspetti legali della convenzione, e decideremo se procedere legalmente con una diffida: di certo andremo fino in fondo, perché siamo profondamente delusi dall’atteggiamento nei nostri confronti da una società nella quale avevamo riposto piena fiducia». A Treglio il problema del Lanciano non è solo il contenitore, ma anche il contenuto. Infatti il club rischia di restare senza settore giovanile: i tecnici dell’ex Accademia calcio frentana di Peppino Di Pasquale, che avevano portato in dote al Lanciano circa 200 tesserati, al momento sono tutti fuori dalla società: «Aspettiamo di ricevere il saldo dei rimborsi della scorsa stagione», afferma Di Pasquale, «dopodiché vogliamo garanzie sulle linee programmatiche, che finora non sono arrivate».
Andrea Rapino
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