Stama conquista l’argento al Mondiale Over 50

Ad Orlando il cestista rosetano ko solo in finale contro gli Usa: «Emozione unica, ma potevamo batterli»
ROSETO. E’ tornato con una medaglia d’argento al collo il rosetano Giuseppe “Titti” Stama, che ha partecipato ai mondiali Maxibasket di Orlando, in America, con la Nazionale Italiana Over 50.
Stama, partiti non da favoriti, avete battuto l’altra nostra Nazionale, Campione del Mondo in carica, arrivando in finale grazie ai punti segnati da lei insieme ad Angeli, altro ex Rosetano.
«Anzitutto è stata per me e la mia famiglia un’esperienza bellissima. A colpirmi l’impianto nel quale abbiamo giocato, l’ESPN Center che sta dentro a Disneyworld, talmente grande che mio figlio Lorenzo non è riuscito a contare tutti i campi da baseball e da football che c’erano; noi invece abbiamo giocato dentro un paio di strutture contenenti ben 6 campi da gioco ciascuna, una cosa mastodontica per le nostre abitudini».
Il Torneo per la vostra Nazionale è partito subito bene.
«Il primo match lo abbiamo fatto contro i vice campioni del mondo in carica, la Slovenia, e battendoli abbiamo subito acquistato molta fiducia; poi abbiamo battuto la Serbia, ed il Costa Rica, che si è dimostrato un avversario molto abbordabile. A quel punto, anziché affrontare la Croazia come previsto, ce la siamo giocata con l’altra Nazionale italiana: colpa del regolamento, che non permette a due squadre della stessa nazione di arrivare in semifinale a concorrere per una medaglia».
È stata una lotta fratricida, Italia A contro Italia B.
«Voglio precisare che la nostra B stava per Basket Bologna, il nome dello staff riferimento, anche se poi l’organizzazione ha dato il nome di Italia A all’altro gruppo, che del resto però era campione in carica. Noi siamo arrivati al match con grande grinta, carichi per aver già battuto i vice campioni sloveni; dall’altra parte, ad attenderci grossi calibri come Montecchi, Sbarra, e Mario Boni, una squadra davvero molto forte. Il match è stato sempre nelle nostre mani, tranquilli e concentrati, abbiamo forse saputo approfittare della loro presunzione di vincere: insomma, gara sempre in mano, anche se alla fine abbiamo vinto di 5 punti. E’ stata per il nostro gruppo una grande iniezione di fiducia, che ci ha permesso poi di passar sopra alla Croazia, (battuta di 20 punti), per presentarci alla gara conclusiva contro i padroni di casa degli Stati Uniti. La finale, andata in diretta sul canale ESPN, è stata tosta e spigolosa, con gli americani che ci tenevano a far bene, forti anche di ben 3 ex Nba (uno per tutti Greg Kite, due anelli con i Boston Celtics). Alla loro grande fisicità però, abbiamo retto bene con Dan Gay, Morandotti e Silvetrin; anche Angeli ha giocato alla grande, mentre io purtroppo dopo aver segnato 16 punti nel primo quarto, mi sono fatto male, ed abbiamo perso di 4 punti».
Conquistata la Medaglia d’Argento, cosa resta?
«Il dente avvelenato, soprattutto pensando che in carriera ho patito pochissimi infortuni (a Teramo addirittura Stama giocò scoprendo solo a fine gara di avere un crociato rotto, ndc); un risultato dolce amaro, ma siamo pur sempre tra i 20 cinquantenni più forti del mondo, come mi ha detto sorridendo mio figlio dopo la finalissima».
Adesso l’appuntamento è fra due anni, nel 2017, con i mondiali organizzati da Mario Boni a Montecatini.
«Per il momento devo mettermi a posto con questo infortunio muscolare e poi vedremo cosa succederà; di certo, se non giocherò, andrò a fare il tifo per la nostra Nazionale».
Marco Rapone
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