Stangata al Teramo messaggio al calcio

L’accusa ha solo indizi, bastona per spingere a collaborare
INVIATO A ROMA. La rabbia dei tifosi, lo scoramento dei dirigenti, l'ansia di giocatori e staff tecnico.Teramo si è svegliata stordita dopo le richieste pesanti della procura federale per il presunto illecito sportivo di Savona-Teramo. Colpisce la disparità di trattamento con le pene chieste il giorno prima per il caso Catania. È un qualcosa che balza subito agli occhi: i siciliani dalla B alla Lega Pro (con 5 punti di penalizzazione) per sei illeciti; e i biancorossi dalla B alla D (con 20 punti di penalizzazione!) per una sola gara.
Non basta: nel caso del Catania ci sono prove ed ammissioni, nel caso del Teramo solo indizi, tanti, ma solo indizi. Proprio questo è il paradosso: nelle richieste della procura federale c'è la volontà di premiare chi ha collaborato (Pulvirenti) e di stangare chi ha negato tutto. «Anche l'evidenza», ha detto il numero due di Palazzi, Gioacchino Tornatore. La Federazione vuole mandare un messaggio al mondo omertoso di dirigenti, giocatori e procuratore, come fu fatto per la mafia a suo tempo.
Opinabile, ma questo è il segnale che si nasconde dietro l'evidente disparità di trattamento. Va comunque detto che un conto sono le richieste e un conto le condanne. Che vengono decise da un organo terzo, il Tribunale federale nazionale.
Le sentenze sono attese a partire da lunedì. Probabilmente arriverà prima quella del caso Catania e poi Savona-Teramo. Comunque, sarà decisivo il secondo grado da celebrare in tempi brevi perché la serie B ha in programma la presentazione dei calendari (a Pescara) intorno al 25 agosto e la Lega Pro il 27.
E la storia insegna che le sentenze non sono il copia-incolla delle richieste delle accuse. E spesso i giudizi sono stati ridimensionati in appello. Certo, qualora venisse bocciato il castello accusatorio, Palazzi e i suoi collaboratori dovrebbero dimettersi un minuto dopo. Ma questo è un altro discorso.
Va spiegato il motivo di una richiesta così pesante. Sul capo del Teramo pende un deferimento per responsabilità diretta, oggettiva e presunta. Qualora venisse ritenuto colpevole di responsabilità diretta automaticamente, secondo il codice della giustizia sportiva, scatterebbe la retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di Lega Pro. Non si scappa.
In più ci sarebbero responsabilità oggettiva (per Di Giuseppe) e presunta (per Di Nicola e tutti gli altri che hanno concorso alla presunta combine). Che la procura ha quantificato in 20 punti.
Qualora cadesse la responsabilità diretta il quadro sanzionatorio verrebbe ridimensionato. Ed è per questo che gli avvocati si sono dannati l'anima per scongiurare il coinvolgimento di Campitelli. Che, mercoledì sera, si è visto crollare il mondo addosso: cinque anni con proposta di radiazione per lui, più la squadra – promossa in B – che si ritroverebbe in D con 20 punti di penalizzazione. In pratica, tre passi indietro, perché la D con venti punti di penalizzazione equivale a un'altra retrocessione. In più la perdita del parco giocatori che si svincolerebbe. In più il venir meno dei contributi tv. Milioni di euro che vanno in fumo, senza contare l'entusiasmo e la passione di una città che il 9 maggio scorso aveva riempito il Bonolis con 9.000 spettatori. Il Catania, invece, con più illeciti sul groppone, in Lega Pro salverebbe il patrimonio ed eviterebbe il fallimento.
C'è la possibilità che il Tribunale nazionale federale riequilibri il quadro sanzionatorio: alzando le pene al Catania, oppure ridimensionando quelle del Teramo? La società, intanto, ieri ha emesso un comunicato, come al solito ispirato dall'avvocato Chiacchio, che recita così: «In merito alla richiesta di pena avanzata davanti al Tribunale federale nazionale dalla procura federale, intendiamo fare chiarezza a beneficio dei nostri tifosi e della città, patrimonio inestimabile del club. Si ribadisce che quanto emerso è solo la concretizzazione della fase accusatoria, primo step del processo in corso. In questi momenti occorre dimostrare la nostra forza d'animo e d'intelletto, perché sarà poi ancora più bello ottenere ciò che abbiamo inequivocabilmente meritato sul campo. Confidiamo nella vostra vicinanza e ringraziamo quella trapelata dalle tante e-mail del tutto solidali con noi, provenienti da tifosi dell'intera penisola. Crediamo fermamente nella giustizia – conclude la società – ed attenderemo con ragionevole fiducia e totale rispetto, la sentenza che verrà pubblicata dalla commissione giudicante della Figc nei prossimi giorni».
@Rocco Coletti
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