Stangata per il Pescara, 30mila euro di multa

Club sanzionato con una pesante ammenda e retrocesso all’ultimo posto Di Berardino (consigliere della Divisione): «Grave perdita per l’Italia e l’Abruzzo»
PESCARA. La rinuncia del Pescara a tutte le attività agonistiche (dalla serie A alle giovanili) ha avuto una forte eco a livello nazionale. In fondo, parliamo della scomparsa di uno dei principali club europei degli ultimi anni. E ieri è arrivata la stangata del giudice sportivo della Divisione Calcio a 5 che, oltre ad assegnare la vittoria a tavolino alle ultime tre avversarie dei biancazzurri nella regular season (Milano, Acquaesapone Unigross e Lollo Caffè Napoli), ha inflitto una pesante ammenda al club: ben 30.000 euro così motivati. «Per le rinunce effettuate, tenuto conto che l’art. 53 comma 8 delle Noif prevede la “comminatoria di una sanzione pecuniaria fino a dieci volte la misura prevista per la prima rinuncia”, si ritiene equo applicare nei confronti della società per aver rinunciato al prosieguo dei campionati di A e Under 19 l’ammenda complessiva di euro 30.000». Una mazzata a cui il Pescara si opporrà con un ricorso. Infine, l’under 19 è stata esclusa dai play off che aveva conquistato sul campo.
Dunque, tra un mix di tristezza e sconforto, il Pescara saluta il mondo del calcio a 5 chiudendo i battenti per molteplici ragioni. Si va dai pessimi rapporti con la Divisione presieduta da Andrea Montemurro alle difficoltà economiche causate dal totale disimpegno degli sponsor, anche in seguito alle numerose squalifiche subìte dal club biancazzurro. Nei giorni scorsi, il patron Danilo Iannascoli ha rivelato di aver rinegoziato gli accordi economici con i giocatori lo scorso dicembre, provvedendo a corrispondere buona parte delle spettanze. Ma il rapporto con la squadra si è incrinato in modo irreparabile qualche settimana fa, dopo la denuncia di una presunta combine che avrebbe coinvolto un calciatore del Pescara.
Prima della gara contro il Kaos, il giocatore in questione si sarebbe presentato in una ricevitoria scommettendo sulla sconfitta della propria squadra e avrebbe anche riscosso la vincita. Un fatto inaccettabile per la società che ha deciso di terminare in anticipo la sua avventura. Il Pescara avrebbe potuto concludere il campionato, dal momento che mancano tre turni (spareggi esclusi), ma Iannascoli ha spiegato che non avrebbe avuto alcun senso andare avanti. «Non possiamo accettare, soprattutto, di dare l’opportunità di far indossare la maglia biancazzurra a chi può aver scommesso sulla sconfitta della propria squadra - la nostra squadra - disonorandone il nome e la storia, falsando il corretto svolgimento del campionato», ha scritto il dirigente su Facebook. Un’accusa respinta con fermezza dalla squadra. Laconico il commento di Alessandro Di Berardino, consigliere federale (abruzzese di Colonnella). «Il ritiro del Pescara è una grande perdita per l’Italia e per l’Abruzzo. La società è stata il fiore all’occhiello della nostra regione. Siamo molto dispiaciuti, è davvero un epilogo triste». Ora i calciatori verranno svincolati e la matricola sarà resa inattiva. Nei prossimi giorni verrà deciso il futuro del Pescara femminile, club che ha una matricola diversa da quello maschile e non è presieduto da Iannascoli.(g.t.)
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