Stein: noi poco cattivi all’inizio
L’esordiente Sperandio: «L’Olimpico? Boato pazzesco»
ROMA. Braam Stein (otto placcaggi fatti e quattro sbagliati) dice che per quanto riguarda gli errori in difesa aspetta di vedere l’analisi video «per capire cosa ho sbagliato individualmente e insieme con i miei compagni, ma è chiaro che errori ce ne sono stati». Poi una lettura della partita: «Quello che ci è mancato, nel primo tempo, è stato spaccare nella testa, nelle loro certezze, i francesi. Li abbiamo ben attaccati, li abbiamo battuti facendo subito una meta, ma non è stato abbastanza. Mi aspettavo che fossero molto più avanzanti all’inizio, non lo erano e noi avremmo dovuto approfittarne e fiaccarli nelle loro convinzioni. Non siamo stati cinici e loro sono rientrati in campo più sicuri di noi e hanno imposto un salto di ritmo. Quando poi difendi retrocedendo diventa complicato».
«Quei placcaggi mi esaltano», dice Edoardo Padovani (tre fatti, nessun errore). Parla di quando ha agguantato per le caviglie il colosso francese Vakatawa lanciato verso la meta in bandierina. «Arrivi in velocità e dentro di te senti che lo puoi prendere, è bellissimo». Michele Campagnaro (due placcaggi fatti e tre sbagliati) esce con il braccio destro al collo: «In un placcaggio da dietro mi è caduto addosso un giocatore avversario e la spalla destra ha colpito il terreno, lussazione dell’acromio, niente intervento chirurgico, ma tre-quattro settimane fuori, come Allan».
Maxime MBandà (quattro placcaggi, nessun errore) «Ora non possiamo far altro che chiudere in bellezza. Ripartire dalla meta di Esposito e vincere a Edimburgo».
Luca Sperandio è radioso: «Per me quello che contava era esordire. So che dalla mia incursione è venuta la meta, correvo verso l’estremo sperando che venisse a prendermi e potessi fare il due contro uno con Venditti, ma ci hanno chiusi. L’Olimpico? Ho sentito il boato è stato pazzesco».(a.ce.)
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