Storico Pineto, feste e balli per la C Brocco: ora voglio anche la Coppa

9 Maggio 2023

I biancazzurri hanno celebrato lo storico risultato fino a notte fonda tra ristoranti e discoteche Il presidente guarda al futuro: «Faremo i lavori allo stadio. Amaolo? A fine stagione decideremo»

PINETO . L’Abruzzo si colora di biancazzurro. Il Pineto brinda alla prima promozione in serie C dopo 61 anni e raggiunge il Pescara nei professionisti. I festeggiamenti sono iniziati domenica pomeriggio al Mariani-Pavone dopo la vittoria contro la Vastese e sono proseguiti fino a notte fonda tra ristoranti e discoteche. Squadra, staff e società si sono ritrovati a cena alla Locanda D’Annunzio con mogli e figli. Balli, karaoke e brindisi con l’attaccante Braghini e il portiere Mercorelli mattatori della serata. “Pineto is on fire” e “c’è solo un presidente” i cori più intonati dai giocatori che hanno regalato al presidente Silvio Brocco la maglia numero 1. Il numero perfetto per chi ha avuto un passato da portiere ed è diventato un imprenditore affermato a livello mondiale nel campo della microbiologia con la sua azienda Liofilchem e un presidente in grado di creare un calcio diverso basato sul rispetto e la sportività. Per Brocco è il quinto campionato vinto da dirigente del Pineto, quattro da presidente e uno da vice. «Questo è sicuramente il più entusiasmante», dice il 72enne imprenditore pinetese, «abbiamo fatto qualcosa di unico non solo per Pineto, ma per tutto il territorio. La C è un patrimonio di tutti, non solo per i 15mila abitanti di Pineto ma anche per i 70mila del comprensorio di Atri, Roseto e Silvi. Chi ama il calcio avrà la possibilità di venire da noi per godersi un bello spettacolo».
Il futuro. La C è un mondo nuovo per il Pineto anche se la società in questi anni si è sempre distinta dandosi un’impronta di professionismo pur giocando nei campionati dilettantistici. Le idee su come affrontare il salto di categoria sono già chiare. «Sicuramente dobbiamo essere istruiti e imparare tante cose perché per noi è una realtà nuova, ma cercheremo di farci trovare pronti», dice Brocco. «Detto questo, l’obiettivo è onorare il salto di categoria nel miglior modo possibile. Vogliamo far giocare giovani di prospettiva che qui troverebbero l’ambiente ideale per potersi esprimere e fare un bel calcio. Un modello da seguire potrebbe essere quello della Recanatese, che da neopromossa ha fatto un gran campionato in C. Abbiamo anche una bella sinergia col Pescara, dettata dalla vicinanza di territorio e dall’amicizia che mi lega a Sebastiani, che andrà avanti».
Lo stadio. Il primo nodo da sciogliere è legato al Mariani- Pavone che va adeguato agli standard della C. «Siamo già al lavoro, in sinergia con il Comune, per l’adeguamento dello stadio. Mi auguro solo che i lavori possano partire il prima possibile. Se il Mariani-Pavone non dovesse essere pronto subito, giocheremo le prime partite all’Adriatico di Pescara».
Tecnico e ds. Il futuro degli artefici della promozione, l’allenatore Daniele Amaolo e il direttore sportivo Moreno Sacchetti, sarà definito solo al termine della stagione. «Adesso non possiamo dire nulla sullo staff e sui giocatori», risponde il presidente biancazzurro, «faremo le nostre riflessioni al momento giusto. La stagione non è finita, siamo impegnati ancora su due fronti».
Sogno triplete. Il Pineto giocherà la poule scudetto e la finale di coppa Italia. La post season parte domenica. Le 9 prime classificate di ogni girone sono suddivise in tre triangolari. I biancazzurri se la vedranno con Giana Erminio e Arezzo e aspettano il sorteggio per sapere quando giocheranno. Accedono alla fase successiva le squadre vincenti il rispettivo triangolare insieme alla seconda migliore classificata fra le escluse. Il 28 sono previste le semifinali, il 10 giugno la finale. Poi c’è la coppa Italia. Il Pineto giocherà la finale con la Giana Erminio il 28 maggio a Gavorrano. La data potrebbe slittare se le due squadre dovessero andare avanti nella poule scudetto. «Il triplete? Sognare è legittimo», risponde Brocco, «chi sogna alla fine ottiene sempre qualcosa». Sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione che resterà nella storia.
Giammarco Giardini
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