Stroppa gioca la sfida da doppio ex

Il tecnico: il Pescara? Sono rimasto legato a Sebastiani e a Delli Carri
PESCARA. Il cuore non sarà proprio diviso a metà per Giovanni Stroppa, doppio ex alla finestra nella sfida che, domani sera all’Adriatico, deciderà chi tra Pescara e Foggia andrà a giocarsi la finalissima per la serie B. Non nega che qualcosa di più da giocatore e da allenatore i satanelli gliel’hanno data: nel 2012 tredici panchine e le dimissioni in A in biancazzurro, contro le ottanta tra C e B in rossonero condite da una promozione tra i cadetti. In più un anno da calciatore nel “regno” di Zemanlandia che gli ha fruttato la prima convocazione in nazionale e il record di otto reti stagionali. Nonostante tutto, Stroppa comunque non si sbilancia in un pronostico.
Stroppa, chi passa il turno domani sera?
«Difficile da dire, perché il Foggia è una squadra che non muore mai, ma di fronte avrà una formazione come il Pescara che ha dimostrato di stare davvero bene».
Cosa potrebbe essere determinante da un lato e dall’altro?
«Mi verrebbe da dire il fattore campo, anche se i risultati in campionato, seppur in situazioni diverse, hanno detto altro, visto che il Pescara ha fatto benissimo allo Zaccheria e il Foggia all’Adriatico (entrambe le partite sono state vinte 0-4 dagli ospiti, ndr)».
Una maglia che le ha dato tanto contro un allenatore che pure le ha dato molto: per chi tifa?
«Zeman per me rappresenta una situazione affettiva importante, un tecnico che è stato fondamentale per la mia carriera. Dall’altro lato c’è una piazza alla quale sono rimasto legatissimo sia per la carriera da calciatore sia per quella in panchina. A parte il fatto che ci sono giocatori che ho avuto da allenatore, ma mi ha lasciato un affetto particolare, cose che ti restano dentro».
Quindi l’ago della bilancia pende...
«Pende sempre da quel lato in generale. È naturale che ti venga da tifare per la maglia che ti ha dato più soddisfazioni come allenatore e come calciatore. Ma questo non significa che non sono legato a Pescara o a qualcuno in particolare, come ad esempio al presidente Sebastiani, indipendentemente da come sono andate a finire le cose, o al direttore sportivo Delli Carri».
Il ricordo più bello da queste parti?
«Il fatto che qui mi abbiano dato l’opportunità di allenare in serie A».
E quello legato al Foggia?
«La festa promozione per vittoria della serie C con cinquantamila persone in piazza: è una cosa che mi resterà dentro per tutta la vita».
Il futuro di Stroppa dove sarà?
«Non lo so ancora. Nel nostro mestiere dipende molto da chi ti sceglie».
E se dovesse arrivare una chiamata da Pescara o da Foggia?
«Perché no? Sono due club blasonati e prestigiosi, tutti e due con un passato degno di nota. E, come detto, sono due piazze alle quali sono rimasto molto legato».
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