Stroppa vuole il colpo, ma l’Adriatico è un tabù

Crotone a caccia del riscatto dopo il ko col Verona, però i precedenti del tecnico con la sua ex squadra non sono positivi. Benali titolare, il pinetese Martella ko
PESCARA. Garbato e gentile fuori dal campo. A Pescara lo hanno apprezzato sotto il profilo umano, ma da allenatore è andato via troppo presto (appena quattro mesi), rassegnando le dimissione dopo un ko con il Siena (18 novembre 2012) in serie A. Giovanni Stroppa, l’allenatore del Crotone, torna di nuovo all’Adriatico da avversario. Le statistiche non sorridono all’allenatore di Mulazzano, che ha già affrontato i biancazzurri con Foggia, Sudtirol e Spezia senza mai vincere all’Adriatico-Cornacchia. Per lui, i precedenti sono negativi visto che in cinque incroci ha collezionato tre sconfitte, un pareggio e una vittoria. L’unico successo (3-0), al Picco, contro il Delfino risale al 3 dicembre 2013, quando era al timone dello Spezia. L’anno scorso, a Foggia, nelle due gare è andato sempre al tappeto e con un passivo pesante: sei gol subiti e appena uno realizzato. Ora è al timone del Crotone, squadra che punta al ritorno in serie A. I calabresi hanno due punti in meno del Delfino e sabato hanno perso uno scontro diretto delicato, contro il Verona del pescarese Fabio Grosso. «A Pescara dobbiamo far vedere che il ko di Verona è stato solo un piccolo incidente di percorso», ha detto Stroppa subito dopo la sconfitta dello Scida. È agguerrito il tecnico rossoblù, che dovrà fare a meno di diverse pedine. Il terzino pinetese Bruno Martella è ko e nel 3-5-2 il suo posto verrà preso da Firenze con Molina mezzala. Ballottaggio in attacco tra Simy e Budimir. Ancora in dubbio il portiere Cordaz. Non ci saranno gli infortunati Sampirisi e Barberis. In campo dall’inizio Ahmad Benali, ex di turno, che lo scorso gennaio è stato ceduto in prestito al club calabrese che a giugno lo ha riscattato versando al Pescara 1,5 milioni di euro. «Non so come stanno i biancazzurri, ma so che sono una squadra ostica, che ha poco palleggio e molta verticalità. Dovremo essere bravi nel non sbagliare il palleggio», ha concluso Stroppa. (l.d.m.)
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