SUBITO UN CALCIO A UN ANNO BALORDO

19 Maggio 2014

Ci sono ancora 2 giornate di campionato, è il momento della gran bagarre che da sempre caratterizza la B, restano a guardare solo 5 squadre: il Palermo, già promosso, Juve Stabia e Reggina, già da...

Ci sono ancora 2 giornate di campionato, è il momento della gran bagarre che da sempre caratterizza la B, restano a guardare solo 5 squadre: il Palermo, già promosso, Juve Stabia e Reggina, già da qualche settimana condannate alla Lega Pro, in più il Brescia e il Pescara. Per i biancazzurri una salvezza per la quale nessuno può esultare e che anzi certifica il fallimento, sul piano tecnico, di una stagione iniziata tra proclami e grandi attese. Un obiettivo minimo raggiunto oltretutto perdendo contro un Padova che era ormai alla canna del gas, assolutamente inconsistente in campo e pure capace di rifilare 2 gol a un Pescara senza capo né coda. L'ultima trovata di Cosmi il tridente d'attacco senza una punta di ruolo, giusto il contrario di quanto aveva fatto contro il Lanciano con il tandem Sforzini-Maniero. Quel poco da salvare il tecnico lo ha tirato fuori nella ripresa, al solito a partita compromessa, buttando nella mischia un ragazzino, all'esordio in prima squadra, e un veterano lasciato per mesi nel dimenticatoio. Selasi e Cutolo, appunto, una speranza per il Pescara che verrà e un rimpianto per quello che poteva essere e non è stato.

Il baby è andato in campo con qualche timore e un pizzico di giustificata emozione ma poi ha dimostrato di avere personalità, corsa, tecnica e tiro. L'attaccante, mi sembra opportuno sottolinearlo, era alla sua sesta presenza durante la gestione Cosmi, riuscendo a mettere insieme appena 164 minuti. Che meritasse maggior considerazione è fuor di dubbio, anche alla luce di quel poco che hanno combinato chi gli è stato sempre davanti nelle scelte del tecnico. Dettagli, si dirà, ma certamente sarebbe opportuno tenerne conto nel momento in cui ci si accinge a varare il programma per la prossima stagione. Primo punto la chiarezza sull'organico da rifondare e sul gioco da proporre. Giovani e calcio propositivo, secondo la linea vincente nell'anno di Zeman e disattesa con la gestione Marino e la toppa Cosmi. Primo obiettivo il boemo ma senza trasformare il suo possibile ritorno nello stucchevole tormentone seguito al suo addio, un piano B credibile con un tecnico capace di lavorare sul progetto di partenza: Foscarini, Nicola o, perché no, Fabio Grosso?

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