Motori

Sulle orme del padre: l’ascesa di Enzo Trulli

18 Dicembre 2025

Vincere è un affare di famiglia. Il figlio dell’ex pilota di Formula Uno brilla in endurance con la Porsche. Papà Jarno: “Sono orgoglioso di quanto sta facendo anche se temevo i pregiudizi legati al nostro cognome”

Una passione che scorre nel sangue e che si tramanda di generazione in generazione dando vita ad una nuova dinastia delle quattro ruote. Enzo Trulli, figlio dell’ex pilota di Formula Uno Jarno, si sta confermando l’astro nascente dell’endurance avendo siglato un accordo con la Porsche che lo ha selezionato come pilota ufficiale nella Carrera Cup Asia per il 2026. Il giovane pilota 20enne di Pescara si è già messo in luce, raggiungendo il secondo posto assoluto in classifica nella stagione appena conclusa e guarda al futuro con tanta speranza. «L’anno scorso la Porsche mi ha cercato per fare una serie di test in Asia e, vedendo il feedback positivo, mi ha selezionato per essere un pilota ufficiale. Sono davvero contento e non vedo l’ora di tornare in pista».

L’ascesa di Enzo Trulli. Enzo Trulli è reduce dal secondo posto conquistato nello scorso week end in Malesia, a Sepang, nella prima tappa dell’Asian LeMans Series con l’Algarve Pro Racing in un equipaggio composto anche da Michael Jensen e Tom Dillmann. Poi, a febbraio ci saranno le altre due tappe (1 febbraio, le 4 ore di Dubai; 8 febbraio, le 4 ore di Abu Dhabi), non prima di altri due appuntamenti a gennaio sempre nel territorio degli Emirati Arabi, tra la sei ore di Abu Dhabi e la 24 ore di Dubai. La passione per i motori scatta subito, sin da bambino, respirando il clima della pista nel paddock seguendo le orme del papà Jarno. «Ricordo che a 10 anni sono salito per la prima volta su un kart ed è stato amore a prima vista. Il mio idolo era Senna per quello che si diceva di lui».

Lo sguardo paterno. A seguirlo da dietro le quinte in ogni sua gara c’è proprio l’ex campione di Formula Uno, con una carriera che parla da sè: 256 gare iridate, sei scuderie con le quali ha corso dall’esordio in Minardi nel 1997 fino all’ultima apparizione in Lotus nel 2011. Nel mentre 11 podi conquistati, con la ciliegina sulla torta del trionfo a Montecarlo nel 2004, risultando l’ultimo italiano a conquistare il GP nel Principato. «Enzo è un pilota davvero molto bravo che ha raggiunto già una buona maturità al volante nonostante la giovane età», commenta Jarno Trulli, che prosegue. «Se devo essere sincero, all’inizio non ero molto propenso all’idea che potesse perseguire questo tipo di carriera perché conosco bene il mondo dei motori e quanti pregiudizi e problematiche nasconde. Pregiudizi ovviamente legati al suo cognome. Temevo che ogni successo raggiunto potesse essere sminuito per “il figlio di Jarno”. Poi ha scoperto i kart e, come ogni genitore fa con i suoi figli, l’abbiamo sostenuto, vedendo che i risultati arrivavano precocemente, a dimostrazione che fosse davvero bravo in pista».

Pregiudizi messi a tacere immediatamente. «Stiamo definendo il programma di campionato per la prossima stagione, eppure ci sono già tante opportunità di crescita con la Porsche in Asia».

Il sistema F1. Possibile immaginare un futuro di Enzo in Formula Uno? «Difficile, per non dire impossibile», prosegue amareggiato Jarno Trulli. «Oggi il modello Formula Uno è diventato a dir poco elitario. Ci vuole un budget importante e le regole Fia non premiato il talento come ai miei tempi. Le faccio un esempio: quando ho iniziato io, sono stato promosso in Formula Uno venendo dal mondo endurance, proprio come lo stesso Micheal Schumacher. Negli ultimi anni, invece per sfondare devi seguire una piramide di campionati ben definita, tra Formula 2 e 3, ai quali accedono solo i piloti che hanno alle spalle sponsor importanti. Lì la selezione è decisiva e ho visto piloti talentuosi dover virare altrove. Infatti, il livello generale è sceso tantissimo. Io ci tengo sempre a ringraziare quelle realtà abruzzesi che sostengono Enzo nel suo percorso di crescita come il Ceo del gruppo Esea Alessandro Liberatore o Giacomo Di Romualdo di GDR Forniture, insieme a tanti altri. Insomma, per puntare al professionismo, ci siamo focalizzati sul mondo endurance».

Verstappen e Norris. Un commento sull’ultimo mondiale di Formula Uno? «Verstappen ha dimostrato di essere un fenomeno riaprendo un mondiale che a metà stagione sembrava praticamente chiuso. Complimenti a Norris che si è rivelato il più costante nell’ultima fase della stagione, ma resto perplesso dal crollo di Piastri che ha dilapidato il vantaggio conquistato». Gli occhi di tutta Italia sono puntati da una parte sulla crisi della Ferrari che non riesce a sfondare e dall’altra sull’ascesa di Kimi Antonelli. «Sulla Ferrari non aggiungo altro rispetto a quanto è stato già detto da altri, con purtroppo più bassi che alti senza dare mai la sensazione di essere incisiva», prosegue Trulli senior. «Invece sono molto contento per Kimi che conosco da quando gareggiava sui kart con mio figlio, ha fatto vedere il suo talento ed ha le carte in regola per avere un grande futuro, sebbene conosca altri piloti della sua età che in prospettiva erano ancora più forti di lui. Ma Kimi ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto».

Un legame unico. Adesso ci saranno le festività da trascorrere in famiglia, ma poi si torna subito in sella. Il giovane Enzo ha le idee chiare. «Il mio sogno è di rendere fiera la mia famiglia e di essere un modello per i miei fratelli più piccoli, invece sportivamente vorrei vincere la 24 ore di LeMans». Con lo sguardo di un padre orgoglioso, Jarno conclude: «Cerco di sostenerlo sempre, ma sono molto soddisfatto. Sta tenendo alta la bandiera abruzzese nei motori e il nome di famiglia, ma la cosa più importante è la sua umiltà nella vita».