Tacconi, la Juve e la cucina: «Sono unico per passione»

8 Novembre 2018

La leggenda bianconera detiene lo speciale record delle coppe vinte in carriera

AVEZZANO. Stefano Tacconi è uno che sta al mondo con una passione che sa essere impetuosa e spavalda, come il personaggio sportivo che ha incarnato e l’imprenditore che è diventato. Calcio o cucina, vini o CR7, politica o aneddoti, l’ex portiere di Juventus e Nazionale sa mescolare sapientemente le sue unicità, senza essere mai banale. Tacconi sarà domani sera ad Avezzano per presentare Junic, crasi di Juve e di unico, che è il titolo del libro che racconta la sua storia calcistica ma anche l’etichetta dei suoi vini.
Il suo primo libro l’ha dedicato alla cucina e da un paio d’anni c’è quello sul personaggio Tacconi: perché Junic?
«Perché sono l’unico portiere che ha vinto tutte le coppe mondiali, Intercontinentale, Coppa campioni, Coppa delle Coppe, Coppa Uefa e Supercoppa. Tutto. Sono unico. C’ho aggiunto però la J di Juve».
Lei è anche un ambasciatore della Juve nel mondo, una sorta di leggenda vivente.
«Vivente, meno male (ride...). Devo tutto alla Juve ».
È un libro per gli amanti del calcio?
«No, solo per juventini».
Il pallone ai suoi tempi e quello di adesso. Trova differenze?
«Prima c’era più umanità, soprattutto coi tifosi. Oggi non ce n’è. È cambiato un po’ tutto, è cambiato che adesso i calciatori sono circondati tutti da guardie del corpo, un tempo coi tifosi si giocava a carte o a biliardo. Non mi piace questa cosa. Prima c’erano contatto e passione».
Come nasce l’altra sua passione, quella per la cucina?
«Ho fatto l’Alberghiero, mio padre cucinava a casa, è normale che abbia ereditato la passione. E per me la passione era guardare mio padre quando si metteva ai fornelli».
C’è un piatto che può rappresentare la Juve?
«Le penne alla norcina, con un po’ di peperoncino che va bene per tutto».
Nel suo libro si parla ovviamente della notte dell’Heysel e ci sono immagini forti della strage.
«La verità è quella».
La finale contro il Liverpool andava giocata?
«Fino in fondo, sì, altrimenti ci sarebbero stati tanti più morti».
L’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia può essere un bene per il calcio nazionale. Si sta tornando ai suoi tempi quando sui campi c’erano molti più campioni?
«Negli anni Ottanta, con l’arrivo di Platini alla Juve, l’Italia accolse i più forti giocatori al mondo. Forse si sta tornando un po’ a quel periodo. Con Ronaldo la Juve ha fatto una scelta di business e l’ha fatta al momento giusto».
E come valuta l’addio di Marotta, una rottura forse legata proprio all’acquisto di Ronaldo?
«Questo non lo so, lo scopriremo col tempo».
E che ne pensa dell’eventuale approdo di Marotta all’Inter?
«L’Inter non è vincente, non basta un manager».
Ci racconta un aneddoto legato all’avvocato Gianni Agnelli?
«L’Avvocato mi amava, avevamo un rapporto stupendo, non dico da dargli del tu, ma lui vedeva in me una persona estrosa, strana, una persona che diceva quel che pensava. Mi rispettava. Un aneddoto? Feci un’affermazione su Berlusconi e gli elicotteri («scapperà in elicottero a fine campionato», ndr) e la società mi multò. Agnelli mi pagò la metà della multa, 5 milioni di lire, dicendo che avrebbe affermato le stesse cose».
C’è un altro Tacconi oggi?
«Assolutamente no. Oggi sono tutti quaquaraquà».
Anche nella Juve di adesso non ci sono suoi eredi?
«No, Tacconi è Junic».
Il suo rapporto con i vini, lei è anche un produttore.
«Vini, ma non solo. Faccio anche salumeria, pasta, olio, mozzarelle. La gente mangia. Da cinque anni, con degli amici in Piemonte, sto dietro ai vini. Propongo agli altri ciò che piace a me. Rigorosamente bianchi o neri».
Il suo miglior vino?
«Un Barbaresco, ma lo capiscono poco. Si preferisce il Nebbiolo che va stappato e bevuto, mentre il Barbaresco va scaraffato».
Conosce i vini abruzzesi?
«Certo, sono ottimi. Specialmente il Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe. Lo conosco, è il numero uno, proprio come me».
Torniamo al calcio. Segue il campionato di serie B? Per il Pescara può essere l’anno giusto?
«Sta facendo molto bene, ma la B è talmente strana... non è come la A dove gli equilibri sono quelli e basta. Per la B bisogna aspettare almeno febbraio».
E in A?
«Già fatto, tutto deciso, già finito il campionato».
Però per la Juve c’è l’ossessione Champions.
«Spero in una finale Juventus-Paris Saint Germain, almeno ci sarà Buffon che porterà sfiga agli altri. Non ne ha vinta una!».
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