Talento e colpi in soffitta Machìn diventa un caso

Il fantasista oggi rischia la sesta panchina in 7 gare sotto la gestione Grassadonia Le qualità del guineano potrebbero servire, ma l’allenatore guarda altrove
PESCARA . Qualità al potere? Non nel Pescara. Se saranno confermate le indicazioni della rifinitura (sperando di essere smentiti), Josè Machìn sarà di nuovo escluso dall’undici titolare. Per il guineano, quella di oggi a Vicenza sarebbe la sesta panchina in sette partite della gestione Grassadonia.
Strano, perché con tutti i difetti di continuità che può avere Machìn, visto che ormai non c’è più l’esigenza di essere conservativi, ci si domanda che senso abbia tenere fuori l’elemento di maggiore qualità della rosa. Vero è che nel corso del campionato il Pescara ha cercato disperatamente un equilibrio e, per la verità, nella fase iniziale dell’avventura di Roberto Breda lo aveva anche trovato, poi il giocattolo si è rotto. Così, è arrivato Grassadonia che ha rimesso i tasselli al loro posto, almeno fino alla gara contro l’Ascoli, dove la squadra nei primi 45' ha mostrato di nuovo i vecchi difetti.
Insomma, il discorso relativo all’equilibrio inizialmente poteva essere accettato, ma ora bisogna giocarsi il tutto per tutto e provare a vincere qualche partita. E per vincere spesso non bastano l’organizzazione di gioco, la grinta e la cattiveria agonistica, ma servono le doti tecniche. Ecco perché, a questo punto della stagione, con il Pescara a un passo dal baratro, un giocatore del calibro di Machìn non può restare a guardare. Di sicuro avrà un carattere non facile, a volte è un po’ indisponente, però si sapeva e lo sapevano anche i dirigenti che lo hanno riportato in Abruzzo per la terza volta. Con Grassadonia in panchina, Machìn ha collezionato appena 165 minuti su 540 totali giocando titolare solo contro la Spal. Chi lo conosce sa che un utilizzo simile è deleterio per il calciatore. È un limite? Senza dubbio. Il Pescara lo ha rivoluto fortemente, ma l’impiego che ne è stato fatto lascia quantomeno a desiderare. In campo si vince con i giocatori di qualità.
Giovanni Tontodonati
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