Taresco, sfida azzurra «Voglio risollevare il sanda italiano»

8 Gennaio 2020

Boxe cinese, il 49enne pescarese è il ct della nazionale  «Puntiamo a partecipare ai campionati europei giovanili»

PESCARA. L'urlo di Chen terrorizza l'Occidente. Il film interpretato da Bruce Lee sul finire degli anni '70 ha pesato tanto nel percorso sportivo di Osvaldo Taresco, neo ct della nazionale italiana di sanda, meglio nota come boxe cinese. Il 49enne pescarese deve ad esso infatti la sua fulgida carriera. «Ero un ragazzino», rammenta il diretto interessato, «e guardandolo in tv, ne rimasi talmente colpito, da dedicarmi anima e corpo alle arti marziali». Scelta azzeccata, vista la sfilza di trofei in seguito collezionati. Sul campo ed in ambito professionale. Ai tanti titoli italiani centrati in gioventù, che gli sono valsi l'azzurro e la conseguente partecipazione alle principali manifestazioni internazionali, Taresco ha infatti sommato altrettanti riconoscimenti. Ottenuti con il Centro Studi Wushu Kungfu, la scuola da lui creata a Pescara nel '93 e capace di sfornare decine di giovani promesse del sanda, con oltre 400, tra medaglie e titoli, all'attivo in quasi 26 anni d'ininterrotta attività agonistica.
«La mia», sottolinea con orgoglio, «è una delle scuole più antiche esistenti». Ed è, soprattutto, tra le poche in Abruzzo (ce ne sono al massimo un altro paio, ndc) ad essere riconosciute dalla F.i.Wu.K., la Federazione italiana di Wushue Kung Fu. Che, non a caso, si è rivolta a lui per tentare di risollevare le sorti della nazionale italiana. Memore, probabilmente, dei successi collezionati nella sua prima esperienza da ct azzurro. Ricoperta tra il 2002 ed il 2008: sei anni contraddistinti dalla conquista di ben 27 medaglie in ambito internazionale. «Un'avventura positiva sotto ogni punto di vista», dice Taresco, «ma poi conclusa, avendo deciso di intraprendere strade diverse».
Che ora però tornano ad incrociarsi. «Vero, ma alle mie condizioni. Altrimenti non avrei di sicuro accettato l'incarico. Con i vertici federali sono stato chiaro: ho in mente di rivoluzionare tutto, facendo l'esatto contrario rispetto agli ultimi tempi. Le premesse per un buon lavoro ci sono tutte, tant'è che ho già individuato diversi elementi potenzialmente in grado di risollevare le sorti del sanda italiano. Per riuscirci è però necessaria un'inversione di rotta a 360°, che intendo realizzare con uno staff di collaboratori di assoluto livello».
Staff comprendente, oltre a lui, un preparatore atletico, un fisioterapista, un nutrizionista ed uno psicologo, i cui nomi verranno resi noti a fine mese, in occasione del Forum nazionale di sanda, ospitato nel Castello del Maschio Angioino, a Napoli. «L'obiettivo», conclude Taresco, «è quello di partecipare ai campionati europei giovanili di fine aprile, in Russia, ma solo se nel frattempo sarà possibile allestire una squadra in grado di ben figurare e, magari, vincere».
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA.