Tarquini spinge il Lanciano «Promozione da record»

28 Febbraio 2018

L’attaccante frentano doc è tornato a casa e sta portando i rossoneri al trionfo:  «Dura adattarsi alla Prima categoria, ma non potevo dire di no alla mia città»

Nell'11-0 rifilato domenica scorsa al Roccaspinalveti dalla corazzata Lanciano 1920, capolista solitaria del girone B di Prima categoria, c'è la firma in calce di Alessandro Tarquini. Andato a segno ben quattro volte. «I tabellini», riconosce onestamente il diretto interessato, «parlano di cinquina, ma in realtà la prima era un'autorete, anche se poi alla quinta segnatura personale sono davvero andato vicino, colpendo due pali». Un'ammissione che fa onore al 29enne bomber rossonero, tornato alla casa madre dopo un lungo girovagare, contrassegnato da gol e promozioni. «Se dovessimo salire quest'anno, sarebbe la quinta in carriera, mentre per quel che riguarda le quaterne, mi era capitato già di segnarne una. Se non sbaglio col San Nicolò». Una delle tante maglie indossate dal biondo attaccante frentano, che dopo i primi passi nell'Arcobaleno Frisa e nel San Vito 83, si è fatto le ossa nella "cantera" del Lanciano, per poi approdare, a soli 16 anni, in prima squadra, all'epoca allenata da mister Monaco. Il primo di una lunga serie di allenatori avuti in rossonero: da Camplone (che ritroverà di nuovo, nella sua seconda esperienza lancianese) a Moriero, passando per Di Francesco e Pagliari. «Con quest'ultimo», prosegue Tarquini, «ho lavorato anche ad Avellino, in serie D, prima delle altre esperienze, in Sicilia (a Noto, in serie D, ndc) e successivamente in Abruzzo, dove sono tornato, per giocare nelle file di Giulianova, San Nicolò, Vastese e Cupello». Sempre tra serie D ed Eccellenza, con oltre 100 gol all'attivo, in aggiunta alla quarantina di presenze collezionate, tra campionato e Coppa Italia di serie C, a Lanciano. Dove ha fatto ritorno questa estate, ritrovandosi però ad affrontare una categoria come la Prima, assolutamente inedita per lui. «Non ero il solo», confessa, «tant'è che la maggioranza di noi aveva accettato le proposte della nuova dirigenza convinta di disputare, nella peggiore delle ipotesi, la Promozione». E invece... «Beh, com'è andata lo sapete già, ma devo dire che la reputo comunque una gran bella esperienza. Certo, giocare più in alto sarebbe stato meglio, ma va bene anche così, visto che per organizzazione societaria e per i numeri fatti registrare al botteghino, l'attuale Lanciano 1920 non ha davvero nulla da invidiare alle migliori realtà calcistiche della regione. All'inizio», prosegue l'attaccante rossonero, «è stata un po' dura adattarsi alla nuova realtà, ma al pari di tanti altri miei compagni di squadra, ci ho messo poco ad adeguarmi, rimboccandomi le maniche e dimenticando il passato. E l'ho fatto spinto dall'immenso affetto che nutro nei confronti di questi colori e della splendida tifoseria frentana». Capace di seguirvi a dispetto delle temperature polari degli ultimi giorni, visto che domenica, contro il Roccaspinalveti, c'erano quasi un migliaio di persone, sugli spalti del Biondi. «Non ci sono aggettivi, per descrivere quello che stanno facendo quest'anno i nostri sostenitori. In casa come in trasferta. E l'unico modo per ripagarli è di spingere sempre al massimo, abbinando risultati e spettacolo». 14 gol in 15 gare, a -11 dal capocannoniere assoluto Del Peschio. Troppo distante per sperare nella classifica marcatori? «Confesso che mi piacerebbe», conclude Tarquini, «ma non è un assillo, essendo per me prioritaria la conquista della promozione».
Stefano De Cristofaro
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