Tarquini: un altro anno con la Hyundai o smetto

Il 58enne giuliese a un bivio dopo un Mondiale sotto tono: dipende da quello che farà la casa giapponese
GIULIANOVA. Il riposo del “Cinghio” nella sua Giulianova. Non è stata una stagione esaltante, quella del campionato del mondo per vetture turismo (Wtcr), per Gabriele Tarquini, il 58enne pilota giuliese della Hyundai con la quale ha vinto il titolo nel 2018. Che, in attesa degli ultimi test, si interroga sul futuro. Sì, perché c’è la possibilità che l’highlander smetta di correre. Una possibilità, perché se la casa giapponese decidesse di non prendere parte al prossimo mondiale, lui si farebbe da parte.
Tarquini, non era il Mondiale che si aspettava, giusto?
«No, bisogna essere obiettivi: quest’anno è andato male. La macchina non era granché competitiva. Non abbiamo fatto grandi cose, appena un secondo e terzo posto per me. Solo due podi rispetto ai tanti delle precedenti stagioni. No, è stata una stagione negativa, condizionata dal BoP penalizzante nei nostri confronti. A volte, la potenza del motore è stata troppo inferiore agli altri. Onestamente, in alcune occasioni, ho avuto la sensazione di non aver mai guidato una macchina così lenta in rettilineo».
Troppo indietro la Hyundai oppure troppo avanti le altre macchine?
«Entrambe le cose, non a caso il costruttore che ha vinto è cinese. L’omologazione delle macchine dura tre anni, la nostra ha fatto bene i primi due, ma alla terza ha pagato dazio al BoP. Adesso stiamo sviluppando una nuova macchina e speriamo di essere di nuovo protagonisti. L’ho sviluppata io, in parallelo alle gare di quest’anno. L’ultimo test è in programma a Vallelunga la prossima settimana».
È saltata la tappa italiana di Adria.
«Sì, la pista non era pronta, l’adeguamento non è stato concluso in tempo anche a causa del lockdown».
A proposito, com’è correre al tempo del Covid?
«È stato un anno particolare, il Covid ha pesato e peserà sui programmi della prossima stagione. A tal punto che non si sa che cosa ne sarà anche dell’attività sportiva della Hyundai».
Quando si deciderà?
«Entro i primi di gennaio. Vorrei fare un altro anno, ma correndo il Mondiale. Se la Hyundai deciderà di fare i campionati nazionali mi farò da parte».
Diceva di questa stagione...
«È stata particolare. Di solito noi abbiamo molto contatto con il pubblico. Addirittura una sessione di due ore di autografi ogni week end, visite di famiglie nei paddock. C’è molto contatto con il pubblico che, però, è venuto a mancare. Di conseguenza, anche l’appeal per i costruttori è scemato perché sono evaporate anche le operazioni di marketing».
Avete corso, a porte chiuse, solo in Europa.
«All’inizio, a metà settembre, si girava abbastanza bene, ma le ultime gare sono state difficili con l’epidemia che circolava alla grande. Voli annullati, molti viaggi in macchina. Tanti contagi anche nel nostro team, a me fortunatamente è andata bene».
Ha deciso che cosa farà da grande?
«Non lo so. Pensavo si smettere a 40 anni e invece ne ho 58 e sono ancora qui che corro. Faccio contratti annuali. Con Hyundai mi trovo bene. Se continuerà a fare il Mondiale vorrei esserci per un altro anno. Altrimenti mi fermerò e, probabilmente, resterò in Hyundai con un altro incarico. Vedremo...».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

