Tavecchio e Conte ai ferri corti resta l’ipotesi delle dimissioni

9 Febbraio 2015

ROMA. Conte-Tavecchio, può essere il giorno cruciale. Nei progetti del c.t. della Nazionale oggi doveva partire lo stage poi annullato per mancanza di adesioni sufficienti. Invece il presidente della...

ROMA. Conte-Tavecchio, può essere il giorno cruciale. Nei progetti del c.t. della Nazionale oggi doveva partire lo stage poi annullato per mancanza di adesioni sufficienti. Invece il presidente della Federazione Carlo Tavecchio ha convocato Antonio Conte in sede, per un chiarimento dopo il venerdì nero in Lega e l’ipotesi che il ct possa lasciare la Nazionale perché non soddisfatto del calendario della stagione 2015-2016.

Tavecchio non ha apprezzato il malumore di Conte per le scelte della Lega: vuole capire quali sono le prospettive del rapporto da lui fortemente voluto e adesso in crisi. Ed è piuttosto arrabbiato. Ma Conte non è tipo da ascoltare in silenzio: crede nel lavoro più che nella diplomazia.

Venerdì sera Tavecchio e Conte si erano già parlati al telefono. Il presidente aveva cercato di spiegare che più di questo non poteva ottenere. E che, al di là delle decisioni ufficiali della Lega, aveva ricevuto rassicurazioni da Lotito e Galliani che la finale di Coppa Italia sarà comunque prima del 15 maggio 2016: proprio come vuole Conte. In ballo c’è comunque la firma del contratto tv 2015-18 e l’incastro delle date nel calendario. Un contratto che dovrebbe valere quasi il doppio di quello attuale, grazie anche alla "spalmatura", visto che ascolti e pubblicità, nelle serate di Coppa (in chiaro), sono molto alti. «Dimissioni? Sono una persona responsabile, soprattutto nei momenti difficili. Ho preso un impegno importante e intendo rispettarlo», ha ripetuto Conte fino a sabato sera. Sarà così anche oggi?