Tecnici agli antipodi: il mite Vivarini sfida il vulcanico Capuano

L’allenatore dei toscani: «I biancorossi sono la squadra più forte del girone B insieme alla Spal»
Sono quasi coetanei: Vincenzo Vivarini ha 49 anni e Eziolino Capuano 50. Ma a dividerli è un oceano sul piano caratteriale. Teramo-Arezzo di domani sarà anche (se non soprattutto) una sfida tra due allenatori agli antipodi. Il mite Vivarini contro il vulcanico Capuano. Per carità, entrambi hanno fatto tanta gavetta, ma scrutando le carriere e gli aspetti caratteriali non c’è un punto in comune. Ad esempio, Vincenzo Vivarini non si sogna nemmeno di dire davanti ai giornalisti “Siete indegni” oppure “Io vi squarto” riferito ai propri giocatori. Così come ha fatto Capuano nell’esperienza di Arezzo, bagnata nel settembre del 2014 da un ripescaggio che ha riportato gli aretini e il tecnico di origine salernitana in Lega Pro. Vivarini non “regala titoli” ai giornalisti, mentre Capuano è una fonte inesauribile dalla quale di abbeverano i mass media locali e nazionali. Il tecnico del Teramo punta sull’aspetto del gioco e sulla costruzione della manovra; quello dei toscani fa leva (principalmente) sulle motivazioni e sull’orgoglio. Risultati ne hanno ottenuti nel corso degli anni, ma passando per strade diverse. Tante le frasi celebri di quello che si è definito il “Mini One”, rapportandosi a Mourinho: «Avessi allenato al Nord avrei fatto un’altra carriera, ma ormai ho imparato a friggere il pesce con l’acqua minerale. Voi siete una banda di pezzi di m...! È chiaro, o no?».
Qualche settimana fa si è guadagnato le attenzioni e i titoli dei mass media per il cosiddetto caso Sperotto, ovvero per via di quel giocatore (poi messo fuori rosa) che ha registrato (e poi messo in rete) lo sfogo nel chiuso degli spogliatoi di Capuano dopo un’amichevole del giovedì persa dall’Arezzo contro una squadra di dilettanti. La reazione furente gli è valsa anche il Tapiro d’Oro. «Lo spogliatoio è sacro», ha detto l’allenatore, «diverse volte ho preso a cazzotti i giocatori, ma non si è mai saputo nulla. La cosa più grave è che in quello sfogo non si sente volare una mosca, nemmeno il fruscio di un sospiro, ma poi ti ritrovi su internet. Non era mai accaduto che ciò che accadesse negli spogliatoi venisse poi messo in piazza. Il popolo di Arezzo? Mi apprezza, tutti tranne Ulivieri che mi ha dato del maleducato». Il popolo di Arezzo, però, non ha gradito la sconfitta in coppa Italia di Lega Pro, mercoledì e ha fischiato. «Ma io non ho sentito questi fischi», il suo commento, «comunque, c’è chi vuole male all’Arezzo». E il Teramo? «La squadra più forte del girone insieme alla Spal», la sentenza di Capuano che domani al Bonolis dovrà fare a meno di Defendi e di Vinci.
@roccocoletti1
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