Tedino: la responsabilità di questo disastro è mia

Il tecnico prova a non processare la squadra ma tra le righe lo fa: «Sono indignato con me per l’atteggiamento visto, prima del calciatore c’è bisogno dell’uomo»
MONOPOLI. L’uno-due dei primi minuti ha indirizzato la partita, l’atteggiamento del Teramo ha fatto il resto. E Bruno Tedino non può essere affatto contento. L’allenatore degli abruzzesi non si è nascosto, ha fatto mea culpa provando a salvare la faccia – almeno pubblicamente – ai suoi giocatori, ma è chiaro che qualcosa non gli è andato giù e sicuramente nei prossimi giorni lo farà notare nello spogliatoio.
Tedino dice: «Tutto è nato dai primi sette minuti con le due reti subite, poi non è arrivata alcuna reazione. Va anche detto che in trasferta, in questo periodo, non ci sta riuscendo nulla: solo contro il Rende meritavamo di più e invece abbiamo raccolto solo un punto. Non siamo nemmeno fortunati perché se facciamo male come qua prendiamo zero punti, se facciamo bene ne prendiamo uno, come accaduto nelle due partite precedenti. Dobbiamo stringere i denti e raccogliere di più».
Tedino non riesce a spiegarsi e a spiegare le motivazioni di un inizio davvero disastroso. Il Teramo ha gettato la partita nei minuti iniziali, perchè quando vai sotto 2-0 dopo sei minuti, poi diventa complicato ribaltarla pur dando tutto. «Da quando abbiamo cominciato a lavorare insieme», dice, «non c’era mai stato un approccio alla gara così negativo. Non voglio incolpare nessun giocatore, la responsabilità è solo mia. Abbiamo commesso un errore dopo pochi secondi dal fischio d’inizio, su una situazione provata e riprovata in allenamento, facendo l’esatto contrario».
Il mea culpa assume però dei contorni alquanto strani, perché Tedino lascia intuire delle situazioni quantomeno poco chiare. «L'allenatore sono io e sono il primo responsabile, se c'è qualcosa che non va la colpa è mia perchè guido io questa squadra. Voglio sbagliare con la mia testa e con il mio modo di fare calcio, sono convinto che riuscirò a portare a Teramo un bel calcio. Ma prima del calciatore abbiamo bisogno dell’uomo. Sono indignato di me stesso per l’atteggiamento avuto, la squadra non la voglio nemmeno sfiorare. Evidentemente la colpa è del sottoscritto che non è riuscito a dare le giuste motivazioni e a preparare bene questa gara. Dovrò io spiegare le motivazioni anche alla società, prima di queste partite meritavamo nove punti invece ne abbiamo preso solo uno. Io sono sempre in discussione con me stesso, qualsiasi cosa faccia. Essere umili non è un segno di debolezza, ma è la volontà di migliorare. Io ho voglia di farlo, ho energia, vorrei che la squadra assomigliasse al mio carattere».
All’intervallo Tedino ne ha cambiati addirittura quattro: «Le scelte le faccio io, avevo sbagliato le scelte in partenza. Il secondo tempo non mi ha soddisfatto. Abbiamo provato a tamponare i quinti del Monopoli che hanno fatto bene nel primo tempo, siamo rimasti in partita, ma abbiamo calciato solo due volte in porta. Questo processo di mettere a posto una squadra nuova è più lungo del previsto, pensavamo di essere più avanti. La squadra è stata piatta, a differenza delle altre partite, e questo mi ha sorpreso. Abbiamo perso strameritatamente contro un avversario più pronto, vivo, dinamico e tonico di noi, con un atteggiamento migliore del nostro».

