“Tennista gentiluomo” e ambasciatore Unicef

Ha vinto premi per 100 milioni. Introiti decuplicati perché è tra i testimonial più ambiti al mondo
Leggenda, intramontabile, il «più grande», come solo Alì: non ci possono essere altri aggettivi per raccontare Roger Federer.
«Il re è tornato» andrebbe da dire dopo quanto si è visto ieri a Melbourne, ma la verità è che non se ne era mai andato, perché è uno dei pochi sportivi al mondo a vincere sempre e comunque (89 i tornei vinti in carriera), idolo e mito ai quatto angoli del globo, che tutti rispettano, tifano, ammirano. C'è riuscito giocando e ammaliando per una vita: ieri l'ha fatto 16 anni dopo quel suo primo e quasi anonimo trionfo a Milano, sempre regalando, partita dopo partita, un tennis meraviglioso, quasi senza tempo. Portandosi dietro emozioni che solo le opere d'arte sanno regalare, facendo vedere il tennis che tutti vogliono vedere: sublime.
Federer ha trionfato al Melbourne Park per la 5ª volta in carriera battendo lo storico rivale, Rafa Nadal, macinando un altro record: è il più anziano vincitore di uno slam nell'era Open dopo Ken Rosewall. «Da 20 anni vengo qui e a Melbourne mi sono sempre divertito, oggi si diverte anche la mia famiglia», ha detto il fuoriclasse di Basilea provando a spiegare l'ennesimo exploit. Dove un posto d'onore spetta alla moglie Mirka – «Non sarei quello che sono e non avrei ottenuto questi risultati senza Mirka» – che dal “tennista gentiluomo” ha avuto 2 coppie di gemellini.
Solo con la racchetta ha vinto premi per 100 milioni, ma è anche uno dei testimonial più ambiti al mondo che gli ha permesso di decuplicare gli introiti. Nel 2003, Federer ha creato una Fondazione per aiutare i bambini disagiati e, nel 2006, dopo esser stato promotore di un'iniziativa per aiutare le persone colpite dallo tsunami nell'Oceano Indiano, è stato nominato ambasciatore Unicef.
Se Djokovic, Murray, Nadal giocano a tennis con una regolarità e una precisione disarmanti, King Roger il tennis lo crea e sta forse tutta qui la diversità col “resto del mondo”. La finale di ieri è stata la 100ª partita giocata dallo svizzero a Melbourne con un bilancio di 87 vittorie e 13 ko. Al di là dei numeri, Roger Federer è amato perché in campo dipinge tennis come su una tavolozza e rende tutto indimenticabile. Ha già vinto tutto, ma vuole vincere ancora.

