Teramo all’assalto altre gare sospese?

Ricorso al Coni per difendersi dal Forlì e per riavere la B
Oggi o domani il Teramo presenterà il ricorso al collegio arbitrale del Coni per il caso Savona-Teramo. Ne arriveranno altri nelle prossime ore, perché la mossa del Forlì – che ha chiesto la riforma della sentenza della corte federale d’appello per mandare il Teramo e il Savona in serie D – scatenerà un effetto domino. E, in pratica, davanti al Coni tutti andranno alla ricerca di un verdetto favorevole. Anche Torres e Vigor Lamezia che in secondo grado sono state condannate alla retrocessione in serie D. Che cosa significa? Che, in teoria, torna tutto in ballo. E il Teramo sarà resistente contro il ricorso del Forlì e ricorrente per riavere la serie B conquistata sul campo. Gli ulteriori ricorsi, con ogni probabilità, costringeranno il presidente del Collegio di garanzia del Coni, l’ex ministro Franco Frattini, a sospendere le gare della squadre coinvolte, così come ha fatto venerdì sera per Forlì, Savona e Teramo. E quindi potrebbe ordinare il rinvio delle partite dell’Ascoli, della Pro Patria, del Messina e così via.
Che l’Ascoli abbia già giocato sabato e che rigiocherà domani (il recupero della prima giornata con la Virtus Entella) potrebbe significare poco. Sì, perché il Forlì ha già disputato la prima giornata di campionato in serie D prima che il Coni bloccasse le altre. E il Gubbio, il primo club tra quelli retrocessi in D ad avere diritto di ripescaggio, è sceso in campo anche ieri.
In teoria, quindi, sarà tutti contro tutti anche davanti al Coni. Che, però, non entrerà nel merito delle varie vicende. Valuterà solo gli aspetti procedurali e di legittimità. Lo farà, probabilmente, il 23 settembre o comunque entro quella data.
C’è la possibilità, quindi, di rimettere tutto in discussione. Almeno in teoria. Gli avvocati del Teramo, in primis Eduardo Chiacchio, sono al lavoro per scrivere il ricorso. Che si baserà su quegli elementi delle motivazioni di secondo grado che il club ritiene delle contraddizioni. Ad esempio, il furto subito da Campitelli, dopo la partita di Savona, che il collegio presieduto da Gerardo Mastrandrea ha infilato nelle motivazioni in maniera equivoca, facendo intendere (ma senza dirlo chiaramente) che potrebbe essere la chiave per ottenere i soldi necessari per pagare la combine. Luciano Campitelli ha già querelato un quotidiano che ha adombrato questa ipotesi, però se n’è stato zitto quando ha letto la motivazione dei giudici di secondo grado. In pratica, viene adombrata l’ipotesi – in maniera subdola – che l’imprenditore di Canzano abbia denunciato un furto di soldi in azienda e quei soldi sarebbero serviti per pagare i vari personaggi che hanno contribuito alla combine della partita che ha regalato la promozione in serie B al Teramo. Ipotesi avanzata senza uno straccio di prova o di indizio. Sarà pur vero, ma allo stato dei fatti è soltanto una cattiveria gratuita. E inserirla in una motivazione di una sentenza di secondo grado della giustizia sportiva non rende onore ai giudici.
Oggi, intanto, parla Luciano Campitelli in quella che è stata annunciata come una conferenza stampa «esaustiva» alle ore 15 all’hotel Sporting di Teramo. In città si è sparsa la voce che potrebbe decidere di mollare in caso di serie D. Non c’è nulla di nuovo che possa giustificare una simile presa di posizione. Piuttosto potrebbe annunciare Giuseppe D’Aniello, dirigente ex Varese e fratello di Biagio che già lavora per le aziende del 59enne imprenditore di Canzano. Di certo, il presidente dovrà limitare le sue esposizioni pubbliche, anche perché, vale la pena ricordarlo, è squalificato per illecito sportivo. Dovranno esserci altri dirigenti ad agire in prima persona, probabilmente anche D’Aniello.
C’è poi il discorso del mercato. Vivarini vuole rinforzi perché prima o poi, tra una carta bollata e l’altra, si dovrà pur giocare...
@roccocoletti1
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