Teramo bocciato, la serie C si allontana

La Covisoc respinge l’iscrizione per non aver rispettato alcuni parametri economici. Chierchia: «Pronti a fare ricorso»
TERAMO. Il verdetto che si temeva da giorni è arrivato. Ieri la Covisoc ha bocciato la domanda d'iscrizione del Teramo al campionato di serie C 2022-2023. La Commissione di vigilanza ha espresso parere negativo sui parametri economici del club, con particolare riferimento all'indice di liquidità (non rispettato dai biancorossi).
Oltre al Teramo, la Covisoc ha bocciato anche la domanda d'iscrizione del Campobasso. «È un verdetto che ci aspettavamo», commenta l'amministratore unico Massimo Chierchia, «e adesso ci affidiamo agli avvocati per preparare il ricorso. La cosa importante, però, è che la prossima settimana il tribunale di Roma sblocchi il 60% delle quote del club e consenta l'ingresso di un nuovo acquirente e di nuova liquidità (in attesa c'è l'imprenditore Giuseppe Spinelli, ndc). Liberate il Teramo, è fondamentale per salvare questa società. Voglio dirlo con forza e spero che ciò finalmente avvenga».
La battaglia legale, con l'obiettivo di mantenere la Lega Pro, è dunque alle porte. Non sarà facile ribaltare la situazione, ma il Diavolo non vuole lasciare nulla di intentato. Il Teramo ha già conferito mandato allo studio legale Dcf Sport Legal per preparare la linea difensiva. Per presentare il ricorso c'è tempo fino alle ore 19 di mercoledì, 6 luglio, cioè due giorni prima del consiglio federale della Figc, durante il quale verranno resi noti i nomi delle squadre ammesse e escluse dal prossimo campionato.
In caso di ulteriore semaforo rosso da parte del consiglio federale il Teramo avrebbe la possibilità di ricorrere al Collegio di garanzia del Coni e poi, successivamente, anche al Tar. Se la situazione dovesse irrimediabilmente precipitare bisognerà necessariamente avere un piano B per provare almeno a iscriversi alla serie D in sovrannumero. Un'eventualità, quest'ultima, che chiamerebbe in causa il sindaco Gianguido D'Alberto nel coinvolgimento di nuovi imprenditori disposti a dare continuità al calcio teramano. D'Alberto, almeno in questa fase, resterà concentrato sulle chance del Teramo di salvare la serie C. Ieri, inoltre, si attendevano novità anche sul fronte societario, ma in realtà non è accaduto nulla. L'assemblea dei soci, infatti, è stata interrotta e posticipata a sabato 9 luglio, all'indomani del consiglio federale. Confermati i quattro i punti all'ordine del giorno che verranno discussi durante l'assemblea in programma tra una settimana in videoconferenza: relazione sul lavoro fatto per l'iscrizione al campionato; attività legale da svolgere; dimissioni dell'amministratore unico e nomina di un nuovo amministratore. Come da prassi l'amministratore unico Massimo Chierchia, dopo l'incarico avuto lo scorso 10 giugno, si farà da parte e quindi (non escludendo a priori la scelta di una sua conferma) andrà individuato un nuovo profilo al suo posto. Le attenzioni, da ieri, sono tutte rivolte alla battaglia legale da intraprendere per salvare la serie C e alla speranza di ottenere lo sblocco delle quote dal tribunale di Roma per dare nuova linfa alle casse societarie. Qualche novità, sul fronte dello sblocco delle quote di maggioranza, potrebbe arrivare entro venerdì 8 luglio. La calda estate del Teramo continua, tra la paura di perdere il professionismo e le incertezze sul futuro.
Gaetano Lombardino
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