Teramo, con Ancona una sconfitta che fa male

16 Dicembre 2019

L’Adriatica Press tira con percentuali pessime e viene agganciata in classifica dai marchigiani

TERAMO. Una sconfitta sanguinosa. Se le precedenti due, soprattutto quella di Ozzano, sono state archiviate come incidenti di percorso, quella casalinga contro un Ancona in crisi, deve iniziare a far riflettere. Perché l’Adriatica Press Teramo, ancora una volta, ha palesato tutti i propri limiti di formazione che segna poco e che spesso e volentieri, contro i dorici è stato così, tira con percentuali bassissime (21% da tre) o pessime (26% ai liberi) che non permetterebbero di vincere contro nessun avversario, figurarsi contro una compagine che ha un roster di livello. La Mosconi ha sì dei problemi, ma ha trovato la giusta esperienza nei momenti decisivi della sfida. I biancorossi subiscono, poi, l’aggancio in classifica proprio dalla formazione allenata da Stefano Rajola, che ha avuto in Centanni e Rinaldi i giocatori cardine, senza dimenticare l’ingresso di Gueye che ha dato una buona mano.
Teramo non ha potuto contare, dalla metà del secondo quarto, di Lestini che si è fatto espellere, ingenuamente, per proteste vivaci e reiterate all’indirizzo della coppia arbitrale ma che può rammaricarsi perché, nonostante tutto, ha avuto la bravura di rientrare in partita dopo che Ancona, da metà primo quarto, ha provato a scappare (18-31, 27-36). Con Di Bonaventura, le cui qualità sono indiscusse ma è troppo impreciso dalla lunetta (2/11) l’Adriatica Press è arrivata al -2, sul 51-53. Peccato che a questo punto i palloni per il pari o il sorpasso sono stati vanificati in maniera ingenua e peccato che, nell’ultimo quarto, quando serviva la spallata decisiva, sono stati segnati otto punti appena lasciando campo aperto ad Ancona, che pure non ha brillato ma che ha trovato due punti estremamente preziosi.
Matteo Falzon
©RIPRODUZIONE RISERVATA.